Enforcement Smartphone al volante, il pericolo numero uno per gli italiani: il 63% lo considera il comportamento più rischioso Alberto Bruzzone 05 November 2026 Il Rapporto Dekra 2026 sulla sicurezza stradale fotografa le principali criticità alla guida. Salvini: "Già ritirate 72.422 patenti con il nuovo Codice della strada". Tra le priorità manutenzione delle infrastrutture, controlli ed educazione stradale Cds Lo smartphone al volante continua a rappresentare una delle principali minacce per la sicurezza stradale. A confermarlo è il Rapporto Dekra 2026, secondo il quale il 63% degli italiani considera l’utilizzo del cellulare durante la guida il comportamento più pericoloso sulle strade. Un’abitudine rischiosa che ha già prodotto conseguenze concrete sul fronte delle sanzioni. «Dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada sono state ritirate 72.422 patenti», ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo alla presentazione del rapporto alla Camera. Lo studio, intitolato La strada come luogo di lavoro, è stato realizzato da Dekra in collaborazione con l’Istituto Piepoli e Ital Communications e analizza la percezione degli italiani rispetto ai principali fattori di rischio e alle misure necessarie per migliorare la sicurezza della circolazione. Dopo l’uso dello smartphone, tra i comportamenti considerati più pericolosi figurano la guida sotto l’effetto di alcol o droghe, indicata dal 59% degli intervistati, il mancato rispetto di precedenze, semafori e segnaletica stradale (44%) e la guida in condizioni di stanchezza o sonnolenza (42%). Infrastrutture e controlli tra le priorità Il rapporto evidenzia anche una percezione complessivamente positiva della sicurezza delle strade abitualmente percorse: il 59% degli intervistati le considera sicure. Tuttavia, per rendere la mobilità più sicura, gli italiani indicano alcune priorità precise: al primo posto la manutenzione delle infrastrutture, indicata dal 57% del campione, seguita da maggiori controlli (48%) e da una migliore educazione stradale (46%). Fiducia anche nella tecnologia: il 67% degli intervistati dichiara di avere molta o abbastanza fiducia nella capacità delle nuove soluzioni tecnologiche di contribuire alla prevenzione degli incidenti. Incidenti in calo, ma resta alta l’attenzione La sicurezza stradale passa innanzitutto attraverso prevenzione, qualità delle infrastrutture, rispetto delle regole e responsabilità condivisa. Un quadro che trova conferma anche nei dati Aci-Istat riportati nello studio: nel 2025 in Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni alle persone, che hanno provocato 2.868 decessi. Rispetto al 2024 si registra una diminuzione di 162 vittime, pari al 5,3%. «La strada come luogo di lavoro esige una svolta culturale, in cui innovazione tecnologica e responsabilità condivisa siano in stretta sinergia», ha affermato Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia, illustrando i contenuti del rapporto. Purcaro ha inoltre sottolineato il ruolo dei sistemi di assistenza alla guida di nuova generazione e dell’automazione, strumenti che offrono importanti opportunità per ridurre gli incidenti. La loro efficacia, tuttavia, dipende anche dalla consapevolezza e dalla responsabilità delle persone. Salvini: aggiornare i quiz per la patente Nel corso del suo intervento, Salvini ha infine affrontato il tema della formazione dei futuri automobilisti, annunciando l’intenzione di aggiornare entro la fine della legislatura i quiz per il conseguimento della patente. L’obiettivo è rendere l’esame più attuale e aderente alle condizioni della circolazione contemporanea, eventualmente rivedendo anche alcune domande della prova orale. «Magari tarando l’esame sulle strade del 2026, evitando alcune domande incomprensibili. Può essere d’aiuto sia alle scuole guida che ai ragazzi», ha concluso il vicepremier. Un richiamo, dunque, alla necessità di affiancare alle innovazioni tecnologiche una maggiore cultura della sicurezza, perché sulle strade la prevenzione resta una responsabilità di tutti.