Ambiente Dal territorio Smart Road Faenza, autovelox non più a norma, niente rottamazione: a Castel Bolognese diventa un rilevatore semaforico Marco Gramigni 06 November 2026 Mobility Nord-Est Sostenibilità Il vecchio autovelox della Sp8 Naviglio, a Granarolo Faentino, non rispettava più i requisiti previsti dalla normativa e sarà riconvertito in un rilevatore di infrazioni semaforiche. Il dispositivo verrà installato sulla via Emilia, a Castel Bolognese, all’incrocio con viale Umberto. L’intervento costerà 16mila euro Un autovelox che non passa più l’esame, invece di finire in un magazzino a prendere polvere, cambia mestiere. Succede sulla Sp8 Naviglio, all’altezza di Granarolo Faentino, dove quel dispositivo — montato al chilometro 4+680, direzione Faenza-Bagnacavallo — era finito fuori gioco per un motivo preciso: non rispettava più i parametri del decreto emanato a giugno dal Ministero dei Trasporti. Tolto di mezzo, punto e basta, niente deroghe. Al suo posto, sulla Sp8, è già arrivato un fratello maggiore: nuovo, omologato, collaudato, pronto a lavorare. E il vecchio? Seconda vita sulla via Emilia Qui sta il colpo di scena, piccolo ma non banale. Invece di rottamare l’apparecchio “bocciato”, l’Unione della Romagna Faentina — l’ente che riunisce sei Comuni del territorio, tra cui Faenza, Castel Bolognese e Brisighella — ha scelto la strada del riciclo tecnologico. Con una delibera dirigenziale firmata nei giorni scorsi, è stato affidato l’incarico di aggiornare il dispositivo e trasformarlo in tutt’altra cosa: un rilevatore di infrazioni semaforiche. Destinazione? Via Emilia, la storica SS9, nel territorio di Castel Bolognese, proprio all’incrocio con viale Umberto. Lì andrà a sostituire un impianto ormai datato, troppo vecchio per restare in servizio, e quindi messo a riposo definitivamente. Da Velocar a “occhio del rosso”: cosa cambia tecnicamente Faenza, autovelox non più a norma, niente rottamazione: a Castel Bolognese diventa un rilevatore semaforico LEGGI ANCHE Sicurezza Recco, in arrivo nuove telecamere di videosorveglianza: investimento da 30mila euro Il nome in codice racconta tutto: da Vrs-Evo-L1 a Vrs-Evo-L0. Due sigle che sembrano criptiche ma dicono una cosa semplice — stesso scheletro hardware, software riscritto per un altro scopo. Il dispositivo, della famiglia Velocar, smette di misurare la velocità e inizia a fotografare chi passa col rosso. L’operazione non è gratis, ovviamente: 16mila euro il costo dell’aggiornamento, affidato a un’azienda di Roma specializzata in questo tipo di conversioni. Perché farlo, invece di comprarne uno nuovo La scelta risponde a un criterio che negli enti pubblici ha un nome preciso — principio di economicità, cioè spendere meno a parità di risultato utile. Riconvertire costa comunque meno che acquistare un dispositivo nuovo di zecca, e l’Unione della Romagna Faentina ottiene comunque uno strumento aggiornato e a norma, capace di coprire un’esigenza concreta: tenere sotto controllo un incrocio dove il rischio di passaggi col rosso evidentemente preoccupa l’amministrazione. Due piccioni, una fava sola: un impianto fuorilegge che torna utile altrove, e un incrocio della via Emilia che guadagna un controllo elettronico in più.