Venezia, svolta per la sicurezza della navigazione: via libera al decreto Barcavelox

Venezia, svolta per la sicurezza della navigazione: via libera al decreto Barcavelox

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha emanato il decreto Barcavelox, entra in vigore la linea guida per i requisiti tecnici, tarature e verifiche periodiche per gli strumenti che rilevano la velocità a Venezia 

Sfrecciare nei canali di Venezia con un’imbarcazione è una pratica pericolosa per gli altri utenti che si spostano in acqua e per lo stesso patrimonio architettonico della città. Ed è per questo che dal 2025 in Laguna si sono accesi i Barcavelox, strumenti che rilevano la velocità dei mezzi acquatici in movimento. Sono presenti più di 50 postazioni, con l’obiettivo del Comune di estenderli anche in altre zone, come a Burano e Murano. Ma nel rispetto della norma.

Come per gli autovelox, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha elaborato un apposito sistema di regole per omologare i dispositivi, che dovranno corrispondere ai requisiti per poter funzionare. Un modo per evitare ricorsi e uniformare tutti gli occhi elettronici. Ed è per questo che, nelle scorse ore, il Mit ha emanato il decreto Barcavelox, che introduce caratteristiche precise che ogni postazione dovrà rispettare.

Decreto Barcavelox, cosa cambia: requisiti uniformi e divieto di utilizzo di strumenti non omologati

Venezia, svolta per la sicurezza della navigazione: via libera al decreto Barcavelox

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Il provvedimento stabilisce per la prima volta requisiti tecnici uniformi, tarature almeno annuali, verifiche periodiche obbligatorie e divieto di utilizzo degli strumenti non conformi. Previsti sistemi per il rilevamento sia della velocità istantanea sia di quella media, proprio come autovelox e tutor per i controlli stradali. Con procedure rigorose per garantire l’affidabilità delle misurazioni e la corretta identificazione delle imbarcazioni.

Regole certe, controlli efficaci e caratteristiche univoche di riferimento per i dispositivi che, da ora in poi, potranno garantire ancora di più la sicurezza della circolazione navale nella laguna. Proteggendo tutte le imbarcazioni e anche edifici e spazi pubblici dal moto ondoso eccessivo.