Smart Road Politiche ambientali HumanX Parco degli Acquedotti, il laghetto verrà riqualificato Maurizio Carv... 16 April 2026 Citizen Energia Sostenibilità Parco degli Acquedotti di Roma, nei prossimi giorni partiranno i lavori che riqualificheranno il Laghetto. È uno dei luoghi più amati dai moltissimi frequentatori di quell’immensa area verde di Roma, dove confluiscono le arcate di alcuni tra più importanti acquedotti che rifornivano, sin dal III secolo a.C., di preziosa acqua la Citta dei Cesari. Un luogo davvero suggestivo in cui storia, archeologia e natura si incontrano in un meraviglioso afflato. Un luogo unico tra storia e natura Gioiello unico all’interno del grandissimo Parco degli Acquedotti, uno dei più estesi e suggestivi polmoni verdi di Roma, oltre 240 ettari tra alberi, prati e i magnifici resti di antichissimi acquedotti (quali l’Anio Vetus, l’Aqua Marcia, l’Aqua Tepula, l’Aqua Iulia, il Claudio e l’Anio Novus, nonché l’acquedotto Felice, geniale creazione cinquecentesca voluta da papa Sisto V) il laghetto posto nel cuore di una vasta porzione del Parco regionale dell’Appia Antica sarà protagonista di un importante intervento di risistemazione di un’area che ultimamente soffriva il trascorrere del tempo. Il livello dell’acqua Non a caso, proprio tre anni fa, diversi media locali denunciavano l’evidente riduzione del livello dell’acqua del laghetto, dovuta alla rottura di una condotta, con conseguenze non da poco per la fauna e la flora presenti, una situazione allarmante che aveva richiamato in loco anche alcuni rappresentanti dell’associazione animalista “Earth” che al termine del sopralluogo non potevano non riscontrare la gravità del problema. Il laghetto, infatti, che viene alimentato direttamente dalle acque dell’Acquedotto Felice (dal nome del suo committente papa Sisto V, al secolo Felice Peretti che commissionò non solo la creazione di un nuovo corso d’acqua che avrebbe portato nuova acqua all’Urbe ma provvide anche al restauro degli acquedotti esistenti d’epoca romana, sia quelli sotterranei che in superfice) ultimamente versava in condizioni non proprio ottimali, un malessere diffuso che affliggeva una porzione di biodiversità dove vivono animali e piante in perfetta coesione, tanto da spingere gli innamorati del Parco, quelli che quotidianamente ci vanno a correre, a camminare, semplicemente a trascorrere ore liete, a fare qualcosa. La raccolta delle firme La spinta proveniente dal basso si è concretizzata nei mesi scorsi nella raccolta di migliaia di firme, un appello accorato rivolto alle autorità per fare qualcosa e subito per restituire alla gente una porzione di paradiso, fatto di acque cristalline, ultimamente molto meno, piante tipiche delle zone umide, animali palustri, come le simpatiche tartarughe e un generale, impagabile senso di ristoro. Quell’accorata denuncia popolare e al tempo stesso circonstanziata è stata ascoltata, traducendosi in ampio complesso programma «che preserva la biodiversità e restituisce valore ecosistemico a questo ambiente naturale, oltre alle sue funzioni sociali» come ha dichiarato l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi lo scorso 25 marzo presso la Cartiera Latina, sede del Parco regionale dell’Appia Antica. Le linee di un progetto a 360° “Treesessanta: leggere le tracce del passato per disegnare il futuro” questo il nome suggestivo di un progetto che ha visto la partecipazione di vari soggetti pubblici e privati, accomunati dall’amore per il laghetto e per il Parco degli Acquedotti in generale. Una vittoria di tutti, un grande risultato che come ha commentato Cristiano Tancredi, presidente di Retake Roma «nasce da una mobilitazione vera, fatta di presenza, relazioni, convinzione e di migliaia di firme raccolte insieme.» Dal FAI, Fondo Ambiente Italia che ha incluso il laghetto nell’ambito della celebre campagna “I Luoghi del cuore” votata da oltre 17000 italiani, alla già citata Retake Roma, associazione no profit che da anni si adopera per promuovere la bellezza, la vivibilità e la rigenerazione urbana di Roma; da Intesa Sanpaolo a Roma Capitale, passando per il padrone di casa, il Parco regionale dell’Appia Antica, questi gli attori di un film che si spera sia un bellissimo, intramontabile successo. Il progetto “Treesessanta: leggere le tracce del passato per disegnare il futuro” Si propone, nello specifico, di realizzare non solo un’opera di semplice riqualificazione, già attuata in passato, ma di portare a termine qualcosa di davvero nuovo e avveniristico. Il tutto è ben anticipato dal nome decisamente singolare del piano di lavoro stesso, come hanno spiegato nel corso della conferenza stampa le architette Martina Di Egidio e Francesca Romana Poerio. Il nuovo laghetto diventerà una sorta di punto privilegiato che permetterà «girandosi a 360° di godere del paesaggio naturalistico ma anche storico e archeologico» di tutto il parco. Un’immersione, una volta tanto, non frutto di avveniristiche tecnologie capaci di riprodurre una realtà virtuale, ma assolutamente reale, in cui tutto dall’acqua al verde, dagli archi dei possenti, antichi acquedotti alle piante e animali sarà semplicemente vero. Un’opera importante, finanziata complessivamente con 106 mila euro, caratterizzata da una serie di piccoli e grandi interventi, tutti destinati a esaltare questo luogo iconico, punto di riferimento di tutti i fruitori di un parco che non è soltanto una porzione di verde romano ma, davvero, un luogo del cuore. Nuove sedute, perlopiù realizzate utilizzando porzioni di tronchi di risulta, piantumazione di nuove essenze arboree, in particolare gli iconici pini ma anche il restauro del celebre ponticello a schiena d’asino, luogo prediletto dalle tante tartarughe del laghetto quando vogliono godersi il tepore del sole capitolino, all’uscita da un rigenerante bagno nel laghetto. La promozione turistica A proposito di questo progetto che mette insieme le istanze della cittadinanza con l’impegno delle istituzioni, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sottolineato come simili interventi tendano, non solo a rivalorizzare luoghi di indubbia bellezza, ma anche a promuovere pezzi di città nel rispetto di un turismo più sostenibile, facendo conoscere anche ai non romani porzioni stupende della Città Eterna. Perché, il Parco degli Acquedotti o l’antica Città di Gabi, altra realtà interessata da un importante programma di rilancio e riqualificazione, da soli varrebbero il biglietto di un viaggio a Roma. Maurizio Carvigno