Smart Road Mobilità Trento, il 2026 ultimo anno del bike sharing “e.motion”: il motivo Francesco Ton... 17 April 2026 Cambia la mobilità pubblica a Trento, nel 2026 sarà smantellato il servizio di bike sharing provinciale “e.motion”: calo degli utenti e rinnovamento tecnologico le ragioni principali Il servizio “e.motion” della Provincia di Trento cesserà di esistere. Dopo anni di bike sharing virtuoso nel 2026 terminerà il progetto che aveva portato 420 biciclette a disposizione degli utenti trentini, di cui 180 a pedalata assistita. Partito nel 2014, per oltre 10 anni ha avuto un ottimo riscontro di utilizzo da parte dei cittadini provinciali, raggiungendo quota 15.000 utenti, oltre 740.000 prelievi e quasi 1,7 milioni di chilometri pedalati in ambito urbano. Ciò ha evitato l’emissione di quasi 230.000 chilogrammi di CO2 e permesso di risparmiare quasi 1,2 milioni di euro. Numeri che però hanno cominciato a calare dal 2023, fino a numeri nettamente più bassi della media nel 2025. Nel 2024 il servizio ha registrato poco più di 30.000 prelievi, per una distanza percorsa di circa 73.000 chilometri. Mentre l’anno scorso si è andati anche al di sotto di questa quota, sensibilmente lontana al picco di 100.000 utilizzi raggiunto tra 2021 e 2022. E questa è una delle ragioni per cui la Provincia ha deciso di cominciare lo smantellamento nell’arco del 2026. Oltre al progressivo ritiro delle biciclette, Trento smantellerà le 85 ciclo stazioni sparse sul territorio e i 920 stalli disponibili. Bike sharing Trento, e.motion cesserà il servizio nel 2026: disservizi e vandalismi ma anche un uso più diffuso della bici tra le ragioni del calo degli utenti Mobilità Trento, il 2026 ultimo anno del bike sharing “e.motion”: il motivo LEGGI ANCHE Bolzano, trasporto pubblico sempre più green: in servizio nuovi bus elettrici e a idrogeno La Provincia non ritiene che questo sia necessariamente un segnale negativo sull’uso di mezzi di mobilità dolce. Anzi, uno degli obiettivi era quello di introdurre nelle abitudini dei trentini l’impiego della bicicletta. E dalle analisi sulle ragioni del calo dei noleggi di bike sharing emerge che molti utenti abituali del servizio hanno deciso di utilizzare un proprio veicolo, così che ha smesso di prelevare quelli pubblici. La riduzione di inquinamento a Trento quindi rimane, solo non tramite mezzi condivisi ma privati. Il calo degli utilizzi è riconducibile anche a diffusi fenomeni di vandalismo e prelievo non autorizzato. Nonché il disservizio prolungato di alcune ciclo-stazioni. In più l’infrastruttura di e.motion è stata giudicata ormai vecchia rispetto a modelli di altre grandi città, dunque questo smantellamento permetterà di implementare a livello tecnologico il bike sharing. Questo infatti non significa un definitivo abbandono di offerte di mobilità condivisa di questo tipo. La Provincia fa sapere che da alcuni confronti con il Comune di Trento (che assorbe quasi il 70% dei prelievi totali) nel corso del 2024 è inoltre emersa l’intenzione di proporre, con un unico bando, l’affidamento dei servizi in sharing di monopattini e di biciclette con tecnologia “free floating”, limitata alla restituzione entro aree ben precise del territorio comunale. Anche in questo senso, e.motion cominciava a essere desueto, visto che il capoluogo provinciale rappresentava la stragrande maggioranza dei noleggi. Il bike sharing a Trento, dunque, cambia ma non se ne andrà. All’insegna della promozione di un modo più sostenibile di spostarsi in città e in Provincia.