Riforma della Polizia Locale alla Camera: cosa cambia dopo gli emendamenti approvati fino al 15 aprile 2026

Riforma della Polizia Locale alla Camera: cosa cambia dopo gli emendamenti approvati fino al 15 aprile 2026

La riforma della Polizia Locale prosegue il proprio iter parlamentare alla Camera dei Deputati. In Commissione Affari costituzionali sono stati approvati nuovi emendamenti al disegno di legge delega che punta al riordino delle funzioni e dell’ordinamento del comparto. Le modifiche intervengono su professionalità, concorsi, tutele legali, sicurezza sul lavoro, organici e trattamento economico accessorio. Ecco cosa cambia dopo le sedute più recenti, inclusa quella del 15 aprile 2026, e quali potrebbero essere gli effetti per Comuni, operatori e cittadini.

Riforma della Polizia Locale 2026: a che punto siamo

La proposta di legge recante delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia Locale (C. 1716 e abbinate) è attualmente all’esame della Camera dei Deputati.

L’obiettivo è aggiornare una disciplina che, secondo molte amministrazioni e operatori del settore, necessita di un adeguamento rispetto all’evoluzione dei compiti oggi svolti dalla Polizia Locale: sicurezza urbana, polizia giudiziaria nei limiti di legge, controllo del territorio, viabilità, tutela ambientale, attività amministrativa e supporto alla protezione civile.

Nel corso dell’esame in Commissione sono stati approvati diversi emendamenti che rafforzano il riconoscimento professionale del comparto e introducono criteri più moderni per l’organizzazione dei corpi locali.

L’ultima tornata significativa di modifiche risale al 15 aprile 2026.

Le novità approvate il 15 aprile: riconoscimento della professionalità

Tra gli interventi più rilevanti figura la modifica dell’articolo 2, con l’introduzione della lettera a-bis, che prevede:

  • individuazione dei compiti peculiari della Polizia Locale;
  • riconoscimento delle attività svolte;
  • valorizzazione della specifica professionalità del personale.

Si tratta di un passaggio importante perché riconosce espressamente la specializzazione richiesta agli operatori impegnati quotidianamente nei servizi di prossimità e di controllo urbano.

Concorsi e selezioni: commissioni tecniche con esperienza nel settore

All’articolo 3 viene modificata la disciplina delle procedure selettive, prevedendo che le commissioni possano essere composte anche da personale con significativa esperienza nella Polizia Locale.

La finalità è migliorare la qualità del reclutamento, favorendo la valutazione di competenze tecniche coerenti con le reali esigenze operative degli enti locali.

Per Comuni e Città metropolitane questo potrebbe tradursi in selezioni più aderenti ai profili professionali richiesti.

Trattamento accessorio e chiarezza nei fondi

Sempre all’articolo 3 viene riformulato il riferimento alle risorse economiche destinate al trattamento accessorio del personale.

Il nuovo testo specifica che potranno essere utilizzate, nell’ambito dei fondi contrattualmente previsti, risorse specifiche da destinare a tali finalità.

La modifica mira a garantire maggiore certezza amministrativa nella gestione delle indennità collegate a turnazioni, rischio, responsabilità e servizi particolari.

Infortuni, causa di servizio e vittime del dovere

Tra gli emendamenti più rilevanti vi è il nuovo testo della lettera g) dell’articolo 3, che introduce disposizioni in materia di:

  • assistenza;
  • coperture assicurative;
  • infortuni sul lavoro;
  • accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio;
  • rimborso delle spese di degenza;
  • equo indennizzo;
  • classi di rischio specifiche;
  • conferma delle tutele previste, ove applicabili, per vittime del dovere e familiari.

È un passaggio significativo perché rafforza il sistema di protezione del personale impegnato in attività operative esposte a rischio.

Patrocinio legale per fatti avvenuti in servizio

Con l’introduzione della lettera g-bis) viene prevista la facoltà di avvalersi del patrocinio legale per il personale della Polizia Locale che operi:

  • in qualità di agente di pubblica sicurezza, ove previsto;
  • come ufficiale o agente di polizia giudiziaria;
  • per fatti compiuti in servizio connessi all’uso delle armi o di altri mezzi di coazione fisica.

Le spese legali potranno essere sostenute dall’ente di appartenenza secondo quanto sarà definito nei successivi provvedimenti attuativi, con diritto di rivalsa nei casi di responsabilità dolosa.

Si tratta di una misura attesa da molti operatori, soprattutto nei servizi a maggiore esposizione.

Organici dei Corpi: nuovi parametri per i Comuni

All’articolo 4 viene aggiunta la lettera b-bis) che prevede criteri più articolati per determinare la dotazione organica complessiva dei Corpi di Polizia Locale.

Tra i parametri indicati:

  • numero degli abitanti;
  • flussi stagionali della popolazione;
  • estensione del territorio;
  • morfologia urbana o geografica;
  • caratteristiche socio-economiche locali;
  • parametri regionali;
  • limiti di spesa e facoltà assunzionali vigenti.

Una modifica particolarmente rilevante per città turistiche, aree vaste, territori montani e grandi centri urbani, dove il semplice rapporto residenti/agenti non fotografa i bisogni reali.

Carriere e qualifiche: proposta di riformulazione ancora da votare

Nel corso della stessa seduta è stata inoltre inserita, nell’Allegato 2 del Bollettino parlamentare, una proposta di riformulazione relativa all’introduzione della lettera h-bis) dell’articolo 3.

La disposizione, non ancora approvata alla data del 15 aprile, prevede il rinvio alla contrattazione collettiva nazionale del comparto Funzioni Locali per la definizione delle qualifiche di:

  • agente
  • sovraintendente
  • ispettore
  • commissario

nonché delle relative progressioni di carriera e declaratorie professionali.

Se confermata nei prossimi passaggi parlamentari, potrebbe aprire una nuova fase di riordino professionale per un comparto oggi ancora molto differenziato tra enti.

Cosa cambia per Comuni e cittadini

La riforma non riguarda soltanto gli addetti ai lavori.

Per i Comuni potrebbe significare:

  • maggiore chiarezza organizzativa;
  • criteri più realistici per gli organici;
  • migliori strumenti di tutela del personale;
  • selezioni più qualificate;
  • valorizzazione delle competenze interne.

Per i cittadini, l’effetto atteso è un rafforzamento dei servizi di prossimità, della sicurezza urbana e della presenza sul territorio.

Prossimi passaggi parlamentari

Concluso l’esame in Commissione, il provvedimento dovrà proseguire il suo iter con il possibile approdo in Aula alla Camera.

Successivamente, in caso di approvazione, passerà al Senato.

Essendo una legge delega, le novità operative entreranno concretamente in vigore solo dopo i successivi decreti legislativi che il Governo sarà chiamato ad adottare entro i termini previsti dalla legge stessa.

I decreti attuativi

Gli emendamenti approvati delineano l’indirizzo politico della riforma, ma il contenuto concreto dipenderà dal testo definitivo approvato dal Parlamento e, soprattutto, dai decreti legislativi attuativi.

Sarà in quella fase che si definiranno realmente funzioni, qualifiche, tutele, organizzazione e strumenti della futura Polizia Locale italiana.

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