Affidamenti diretti al 92%, il Rapporto ANAC rivela un addensamento sotto le soglie di legge

Affidamenti diretti al 92%, il Rapporto ANAC rivela un addensamento sotto le soglie di legge

Affidamenti diretti, nel quadriennio 2021‑2024 nel settore servizi e forniture hanno rappresentato oltre il 90% delle procedure pubbliche. Il Rapporto ANAC documenta un marcato addensamento degli importi immediatamente sotto le soglie normative  prima 75.000 euro, in seguito 140.000 euro, con effetti evidenti sui comportamenti delle stazioni appaltanti, soprattutto quelle di piccole dimensioni. I servizi intangibili risultano i più esposti al fenomeno.

Affidamenti diretti, pratica dominante nel mercato pubblico

Per il Rapporto ANAC “Addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti di servizi e forniture (2021‑2024)” gli affidamenti diretti sottosoglia continuano a rappresentare la modalità prevalente di approvvigionamento della PA italiana.

Dai dati emerge che:

– 92% delle procedure nel 2021 e 2024 sono affidamenti diretti

– 94% nel 2022

– 95% nel 2023

In termini di valore economico la quota degli affidamenti diretti oscilla in modo più marcato:

– 23% nel 2021

– 27% nel 2022

– 31% nel 2023

– 17% nel 2024, complice l’aumento anomalo degli importi delle procedure sopra soglia.

I numeri confermano un trend strutturale: la PA italiana ricorre in modo massiccio all’affidamento diretto, specie per esigenze rapide e per ridurre gli oneri amministrativi.

Effetto soglia, addensamento sotto i 75.000 e i 140.000 euro

L’ hub del Rapporto riguarda il fenomeno dell’addensamento sottosoglia, quindi la concentrazione di affidamenti con importi immediatamente inferiori al limite normativo.

2021: soglia a 75.000 euro

Nella classe 70.000–75.000 euro, ANAC rileva:

– quasi 10.000 CIG, contro una media di 4.000 nelle classi inferiori

– un valore complessivo di 707 milioni di euro, pari al 28,7% delle procedure tra 50.000 e 100.000 euro

2022–2024: soglia a 140.000 euro

Con l’innalzamento della soglia, l’addensamento si sposta:

– nella classe 135.000–140.000 euro si registrano 10.000 CIG nel 2023 e 11.000 nel 2024

– il valore economico supera 1,3 miliardi nel 2023 e 1,5 miliardi nel 2024, pari al 31,5% delle procedure tra 100.000 e 180.000 euro

Il Rapporto riferisce un “effetto soglia”, ovvero il trend delle amministrazioni a collocare gli importi appena sotto il limite che farebbe scattare la gara aperta.

CPV più coinvolti, servizi intangibili guidano l’addensamento

L’analisi dei codici CPV mostra che l’addensamento riguarda soprattutto servizi ad alta discrezionalità, difficili da quantificare e standardizzare.

CPV con maggiore concentrazione sottosoglia

– Servizi di ingegneria

– Giuridici

– Servizi architettonici e affini

– Servizi connessi ai rifiuti urbani e domestici

– Programmazione software e consulenza informatica

Questi settori registrano incrementi significativi di CIG e importi proprio nelle classi immediatamente sotto la soglia.

CPV meno sensibili alla soglia

– Apparecchiature mediche

– Prodotti farmaceutici

Per questi beni, altamente standardizzati e spesso acquistati tramite centrali di committenza, non si osservano variazioni significative dopo l’innalzamento della soglia.

Piccole amministrazioni, affidamenti diretti oltre il 96%

Il Rapporto evidenzia che le stazioni appaltanti di piccole dimensioni (0–50 dipendenti) ricorrono agli affidamenti diretti in misura ancora maggiore della media nazionale.

– Oltre il 96% delle procedure è affidamento diretto

– Le SA con meno di 10 dipendenti superano il 98% nel 2021‑2022

– Nel 2024 l’incidenza resta altissima e più omogenea tra le diverse fasce dimensionali

L’innalzamento della soglia a 140.000 euro ha prodotto un riallineamento dei comportamenti, con una crescita degli affidamenti di poco sottosoglia anche nelle SA più strutturate.

Bunching, la prova statistica dell’effetto soglia

ANAC applica la tecnica econometrica del bunching, utilizzata per individuare accumuli anomali di osservazioni in corrispondenza di soglie regolatorie.

I risultati mostrano:

– un picco netto nelle classi immediatamente inferiori alla soglia

– un deficit di massa nelle classi immediatamente superiori

– un fenomeno più marcato nel 2024, segno che la nuova soglia è ormai pienamente interiorizzata dalle amministrazioni

La distribuzione controfattuale stimata conferma che senza soglia normativa molti affidamenti si collocherebbero in classi di importo superiori.

Perché il fenomeno merita attenzione

ANAC sottolinea che gli affidamenti diretti sono legittimi entro i limiti del Codice, ma rappresentano un potenziale alert quando:

– riguardano servizi intangibili, difficili da valutare

– si concentrano sistematicamente sotto la soglia

– coinvolgono sempre gli stessi operatori economici

Il rischio è quello di ridurre la concorrenza, limitare la trasparenza e aumentare la discrezionalità.

Prospettive

Il report indica alcune direzioni di approfondimento:

– analisi territoriale dell’addensamento

– studio dei CPV più sensibili

– verifica della frequenza di affidamenti ripetuti agli stessi operatori

– rafforzamento dell’analisi controfattuale

Un iter che punta a migliorare trasparenza, concorrenza e qualità della spesa pubblica.