Contratti PA 2025‑2027, scatta la maxi tornata: enti locali al centro, aumenti fino a 140 euro al mese

Contratti PA 2025‑2027, scatta la maxi tornata: enti locali al centro, aumenti fino a 140 euro al mese

Contratti PA 2025-2027, Zangrillo: “Partiti tutti i comparti, continuità e salari”. Per i Comuni quasi un miliardo a regime e fondi aggiuntivi dalla manovra

La tornata contrattuale 2025‑2027 del pubblico impiego è ufficialmente partita, con un’accelerazione senza precedenti rispetto al passato. Dopo l’apertura dei tavoli per sanità ed enti locali, e con l’avvio imminente del confronto su medici e dirigenza sanitaria, il Governo rivendica un cambio di passo: basta lunghe vacanze contrattuali, si punta sulla continuità negoziale e su incrementi salariali programmati.

A certificarlo è il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha commentato l’avvio dei negoziati all’Aran parlando di «un risultato straordinario», sottolineando come l’intera stagione contrattuale 2025‑2027 sia partita in largo anticipo sulle scadenze del triennio.

Tutti i tavoli aperti: sanità, enti locali, poi medici

Il cronoprogramma della nuova stagione contrattuale si è messo in moto nell’ultima settimana di aprile.

Il 22 aprile si è aperto all’Aran il tavolo per il CCNL Sanità 2025‑2027, che riguarda circa 593mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale, con risorse già definite e un nuovo incontro fissato a maggio.

Il 27 aprile è stato invece il turno del comparto Funzioni Locali, con l’avvio formale del negoziato per Comuni, Province, Regioni, Città metropolitane e Camere di commercio, che interessa oltre 403mila dipendenti non dirigenti.

Il calendario proseguirà ora con l’apertura del tavolo per medici e dirigenti sanitari, completando il quadro dei principali comparti pubblici.

Enti locali, quasi un miliardo a regime e aumenti medi da 135‑140 euro

Il dossier più rilevante per i territori riguarda il contratto degli enti locali. L’atto di indirizzo approvato dal Comitato di settore mette sul tavolo una dote finanziaria significativa:

  • 329,6 milioni di euro per il 2025
  • 659,2 milioni per il 2026
  • 988,81 milioni di euro a regime dal 2027

Si tratta di un incremento programmato pari al 5,4% del monte salari 2023, già aggiornato con gli aumenti del contratto 2022‑2024. Secondo le stime Aran, questo si traduce in aumenti medi lordi mensili compresi tra 135 e 140 euro per ciascun dipendente.

Dati confermati anche dall’analisi economica de Il Sole 24 Ore, che individua nel nuovo contratto un passaggio chiave per tentare di ridurre il divario retributivo tra enti locali e amministrazioni centrali.

Fondi extra per i Comuni, 50 milioni nel 2027 e 100 dal 2028

Accanto alle risorse contrattuali, per i Comuni arriva anche un intervento strutturale della finanza pubblica.

La Legge di bilancio 2026, nel testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, ha istituito un fondo specifico per il personale comunale, con:

  • 50 milioni di euro nel 2027
  • 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2028

Le risorse sono destinate all’incremento del trattamento accessorio, anche fisso e ricorrente, del personale non dirigente dei Comuni, nell’ambito della contrattazione collettiva 2025‑2027.

Un intervento che, come evidenziano le analisi tecniche, ha un impatto economico contenuto ma un forte valore politico e simbolico, perché rappresenta il primo finanziamento statale diretto a sostegno delle buste paga comunali.

La strategia del Governo, stop alle vacanze contrattuali

Nelle dichiarazioni ufficiali, il ministro Zangrillo lega l’avvio simultaneo dei tavoli a una scelta di metodo: rendere strutturale la continuità contrattuale.

Con l’apertura del negoziato 2025‑2027 a poche settimane dalla firma del contratto 2022‑2024, l’esecutivo punta a garantire incrementi retributivi complessivi superiori al 12% nel periodo 2022‑2027, evitando i ritardi che in passato hanno pesato sul potere d’acquisto dei dipendenti pubblici.

Per gli enti locali, la sfida resta quella di tenere insieme sostenibilità dei bilanci e attrattività del lavoro pubblico, in una fase in cui Comuni e Regioni soffrono una crescente difficoltà nel trattenere competenze qualificate.

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