Campi eolici, venti pale giganti sul Giarolo. Ora tocca al Ministero dell'Ambiente decidere...

Campi eolici, venti pale giganti sul Giarolo. Ora tocca al Ministero dell’Ambiente decidere…

Il Ministrero dell’Ambiente e della Cultura decideranno il futuro di un nuovi parchi eolici e sul monte Giarolo il Piemonte…

Sarà il Ministero dell’Ambiente, prendere in esame il progetto presentato nel gennaio 2023 dalla società 15 Più Energia di Brescia, che prevede la costruzione di 20 aerogeneratori alti 209 metri per una potenza complessiva di 124 megawatt nei territori montani di Albera, Cabella, Fabbrica Curone e nel comune pavese di Santa Margherita di Staffora.

Per Il Secolo XIX “l’iter si muove all’interno della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) di competenza statale, passaggio propedeutico al rilascio del Provvedimento unico in materia ambientale (Pua). L’intera istruttoria – partita nel dicembre 2024 – si trova attualmente sospesa proprio in attesa che il ministero si esprima. Ma per giungere al decreto finale servirà anche il parere del ministero della Cultura”.

Se i due pareri fossero discordanti, l’ultima parola spetterebbe a Palazzo Chigi.

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Fiducioso, in un respingimento del parco eolico il Comitato 4p:

La mole dei giudizi negativi espressi circa l’incidenza del progetto rispetto ai siti Natura 2000 dovrebbero portare il ministero a esprimere a sua volta un parere contrario

Il destino del monte Giarolo sarà deciso da Roma mentre il Consiglio regionale del Piemonte sta portando avanti l’esame del disegno di legge 136 volto a disciplinare l’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Il testo di legge punta a traguardare circa 5 mila megawatt di nuova potenza installata entro il 2030, cercando però di blindare il suolo agricolo e i paesaggi di pregio.

A Torino il progetto è quello di poter convogliare le grandi installazioni di fotovoltaico prioritariamente su aree già urbanizzate o compromesse, quali siti industriali, cave e parcheggi, ponendo tetti massimi all’utilizzo dei terreni agricoli produttivi (lo 0,8 per cento a livello regionale e il 2 per cento per singolo Comune).