Eav, arriva Diamantini: 600 milioni sul tavolo e la promessa di riportare i passeggeri sui treni

Eav, arriva Diamantini: 600 milioni sul tavolo e la promessa di riportare i passeggeri sui treni

Oltre 600 milioni di euro per rilanciare EAV e riconquistare i passeggeri persi negli ultimi anni. La Regione Campania punta su nuovi treni, stazioni riqualificate e sulla guida del nuovo amministratore unico Pietro Diamantini.

A Palazzo Santa Lucia hanno presentato il nuovo corso di EAV — l’Ente Autonomo Volturno che gestisce il trasporto regionale in Campania. Stavolta, però, non si è parlato solo di nomi e poltrone. Sono arrivati i soldi veri: 600 milioni di euro per rilanciare una rete che negli ultimi anni ha perso il 40% dei passeggeri. Un dato che impressiona e che dice tutto su quanto sia stato gestito male il trasporto pubblico locale. Il presidente della Regione Roberto Fico e il vicepresidente con delega ai Trasporti Mario Casillo hanno ufficializzato la nomina del nuovo amministratore unico: l’ingegnere Pietro Diamantini, scelto dall’assemblea dei soci.

Al posto del vecchio consiglio di amministrazione, si torna alla figura dell’amministratore unico. Meno gente, più responsabilità concentrate in una sola persona. E adesso tocca a Diamantini dimostrare che non è l’ennesimo nome di passaggio.

Fico: “Qui contano merito e competenza, non le tessere di partito”

Roberto Fico ha voluto subito mettere le mani avanti: “La scelta dell’ingegner Pietro Diamantini risponde a una precisa linea guida di questa amministrazione: vogliamo che la gestione delle nostre partecipate sia affidata a profili di altissimo spessore, a veri e propri top player del settore”.

Diamantini, ha spiegato Fico, arriva con una carriera solida nel mondo ferroviario. E qui il presidente ha voluto lanciare un messaggio politico chiaro: “Oggi riaffermiamo un principio: in questa Regione non servono tessere di partito per ricoprire ruoli di responsabilità, contano esclusivamente il merito, l’autonomia politica e la competenza”.

Parole che suonano come una risposta a chi, in passato, ha accusato la politica campana di usare le partecipate come bancomat elettorale. Vedremo se i fatti seguiranno le parole.

Sul fronte dei servizi, Fico ha posto l’asticella alta: “Dobbiamo assicurare a studenti, lavoratori e turisti collegamenti sicuri, puntuali e dignitosi”. Sicuri, puntuali, dignitosi. Tre aggettivi che, per chi ha preso i treni EAV negli ultimi anni, suonano quasi come una provocazione. Ma è proprio da lì che bisogna ripartire.

Casillo: “Perso il 40% dei passeggeri, dobbiamo recuperarli”

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Il vicepresidente Mario Casillo ha messo sul tavolo il dato più pesante: “Negli ultimi anni EAV ha registrato una perdita del 40% dei passeggeri: il nostro obiettivo prioritario è recuperare questa utenza e incrementarla”.

Quaranta per cento. Vuol dire che quattro persone su dieci che prima prendevano il treno hanno smesso. Sono passate all’auto, ai bus privati, o semplicemente hanno rinunciato a muoversi. E quando un trasporto pubblico perde così tanti passeggeri, non è solo un problema di numeri: è un problema di fiducia. La gente non si fida più, e riconquistare la fiducia è molto più difficile che comprare nuovi treni.

Ma i soldi ci sono, almeno sulla carta. Casillo ha spiegato: “Nei primi sei mesi di governo abbiamo lavorato intensamente sulla programmazione e sullo sblocco delle risorse. Abbiamo stanziato 26 milioni di euro per il trasporto pubblico locale e 600 milioni di euro destinati specificamente a EAV”.

Seicento milioni. Una cifra importante, che dovrebbe servire soprattutto per rinnovare il materiale rotabile. “Ai 56 treni già previsti si aggiungono ora i finanziamenti necessari per l’acquisto di ulteriori 50 convogli, portando il piano a oltre 100 nuovi treni”, ha detto Casillo.

Oltre cento treni nuovi. Se il piano va in porto, la flotta EAV cambierà faccia. Ma non basta comprare i treni: bisogna farli arrivare, metterli in servizio, manutenerli, farli funzionare. E qui la storia italiana insegna che tra l’annuncio e la realtà c’è spesso un abisso.

Parallelamente, partirà anche un programma di riqualificazione delle stazioni: accessibilità, restyling, potenziamento dei servizi di accoglienza. Insomma, non solo i treni, ma anche i luoghi dove la gente aspetta. Perché aspettare un treno in una stazione decadente, sporca, senza bagni funzionanti, è un’esperienza che allontana ancora di più i passeggeri.

Diamantini: “Prima stabilizzo il servizio, poi sviluppo”

Pietro Diamantini ha parlato poco, ma ha detto cose concrete. “Il nostro lavoro sul campo inizia immediatamente. La priorità assoluta è stabilizzare il servizio e portarlo a standard di assoluta regolarità; una volta raggiunto il consolidamento, potremo sviluppare e implementare ulteriori servizi per l’utenza”.

Stabilizzare prima di sviluppare. È un approccio sensato. Prima fai funzionare quello che c’è, poi pensi a fare di più. Perché se i treni non partono in orario, se saltano le corse, se i passeggeri restano a piedi, puoi comprare tutti i treni che vuoi ma la gente non tornerà.

Diamantini ha anche voluto mettere al centro il personale: “Un buon manager deve saper operare ottimizzando le risorse a disposizione, a partire dal capitale umano dell’azienda, che intendo tutelare e valorizzare”.

Tutelare e valorizzare il personale. Vuol dire non solo pagarlo