Crollo Ponte Morandi, il Tribunale di Genova condanna l'ex ad di Autostrade Giovanni Castellucci. La sentenza

Crollo Ponte Morandi, il Tribunale di Genova condanna l’ex ad di Autostrade Giovanni Castellucci. La sentenza

Il Tribunale di Genova, dopo 4 anni di processo, ha emesso la sentenza di primo grado per il crollo del Ponte Morandi, 32 condannati tra cui l’ex ad di Autostrade Castellucci

Il processo di primo grado per il crollo del Ponte Morandi è terminato. Il Tribunale di Genova ha emesso la sua sentenza a distanza di 4 anni dall’inizio del procedimento e a 8 anni dal terribile evento che il 14 agosto 2018 ha visto spezzarsi completamente una delle infrastrutture più importanti del capoluogo ligure. Con 43 vittime e impatti devastanti per almeno due anni sulla viabilità cittadina, autostradale, portuale e aeroportuale. Nonché sulla vita civile e industriale e lavorativa della città.

Erano 57 gli imputati a vario titolo all’interno del processo cominciato nel luglio 2022 e di questi 32 sono stati condannati. Su tutti l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, che ai tempi del crollo amministrava la società concessionaria del Ponte Morandi (costruito a metà anni Sessanta). Per l’ex ad i magistrati Walter Cotugno e Marco Airoldi chiedevano 18 anni e 6 mesi di carcere, mentre i giudici hanno deciso di condannarlo a 12 anni.

Per lui l’accusa formulata era di omicidio stradale, mentre in generale l’impianto accusatorio verteva sul fatto che i dirigenti e funzionari di Aspi e Spea (la società che fino al 2019 si occupava delle manutenzioni) non hanno fatto abbastanza per mettere in sicurezza il pilone e i suoi stralli che poi sono crollati.

Crollo Ponte Morandi, 12 anni di carcere a Castellucci: ecco le pene più ingenti

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Infatti, tra gli altri condannati, risultano Michele Donferri (ex capo delle manutenzioni di Autostrade, 11 anni di carcere per lui), i due ex dirigenti di Spea Maurizio Ceneri ed Emanuele De Angelis (tutti e due a 10 anni). Poi otto anni e sei mesi a Riccardo Mollo (ex dg di Aspi) mentre Gabriele Camomilla, ex direttore delle manutenzioni di Autostrade, è stato condannato a sei anni. Mentre Paolo Berti (ex direttore centrale operazioni di Aspi, per cui i magistrati chiedevano 12 anni di carcere e ne ha ricevuti cinque e mezzo. Stessa quantità per Antonino Galatà, ex amministratore delegato di Spea.

Sempre riguardo Spea, il Tribunale ha inflitto otto anni e otto mesi a Giampaolo Nebbia, responsabile ufficio funzione centrale e servizi d’esercizio. Condannato a 5 anni di reclusione anche Mauro Coletta, che invece faceva parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: era l’ex direttore della vigilanza sulle concessioni. In aula era presente la sindaca di Genova Silvia Salis, che a margine ha detto:

È una giornata di enorme peso storico ed emotivo per Genova. Siamo solo alla fine del processo di primo grado, ma finalmente è stato compiuto un primo, importante passo nell’accertamento delle responsabilità. Un momento dovuto dallo Stato, un momento che le famiglie aspettano da quel maledetto 14 agosto 2018. Questa sentenza dà un nome e un cognome alle responsabilità per la morte di 43 persone innocenti. La decisione di oggi deve diventare una pietra d’angolo per tutto il Paese e la memoria del Morandi deve restare un monito perpetuo: la sicurezza pubblica, la vita umana non possono mai più essere sacrificate in nome del profitto. La tutela e la manutenzione del bene pubblico, delle infrastrutture devono venire sempre prima degli interessi economici.