Roma, manutenzioni per Metro A e C: in arrivo interventi da 29 milioni di euro. I dettagli

Roma, manutenzioni per Metro A e C: in arrivo interventi da 29 milioni di euro. I dettagli

Il Comune di Roma ha approvato 5 provvedimenti per manutenzioni programmate per la linea A e la C della Metro, focus su accessibilità e tecnologia

Espandere le linee della Metro è un passo importante per Roma. A patto però di fornire servizi efficienti anche nelle fermate in cui già transitano i treni sotterranei. Troppo spesso si è sentito di guasti o malfunzionamenti nelle stazioni metropolitane della capitale e, per questo, il Comune ha deciso di metterci una pezza ancora prima. Il Campidoglio ha approvato 5 provvedimenti che, tra la Linea A e la C, porteranno a 29 milioni di euro gli investimenti complessivi.

Una mossa che va in controtendenza con il modus operandi adottato in tutti questi anni, come ha detto l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè:

Per troppi anni Roma ha sofferto la logica della rincorsa alle emergenze, intervenendo sugli impianti solo a guasti avvenuti o a ridosso delle scadenze di vita tecnica. Quel modello ha generato disservizi cronici e disagi inaccettabili per i cittadini. Oggi abbiamo ribaltato radicalmente questo approccio. Programmiamo gli interventi con largo anticipo, investendo sul rinnovo profondo prima che le infrastrutture arrivino al punto di rottura

Metro A: lavori per l’accessibilità in due stralci diversi

Le due tratte metropolitane subiranno interventi diversi. Per quanto riguarda la Metro A, il tema principale è l‘accessibilità delle stazioni. Il piano infatti prevede la sostituzione di 48 scale mobili e 17 ascensori. Nello specifico, 44 scale mobili e 16 ascensori installati nelle stazioni di Battistini, Cornelia, Baldo degli Ubaldi, Valle Aurelia e Cipro. A queste poi si aggiungono 4 scale mobili e un ascensore del parcheggio di scambio di Anagnina.

La tratta non è casuale, perché è quella entrata in esercizio tra il 1999 e il 2000. Il decreto ministeriale del 2 gennaio 1985 fissa in trent’anni dall’autorizzazione all’immissione in esercizio la vita tecnica degli impianti di traslazione in servizio pubblico. Raggiunto quel termine, la norma non consente riparazioni parziali, impone la sostituzione integrale. E dunque il passaggio compiuto dal Comune di Roma era praticamente obbligatorio.

Il piano ha vito l’approvazione del primo stralcio funzionale degli interventi. Si tratta di 32 scale mobili e 4 ascensori, per quasi 18 milioni di euro comprensivi di progettazione esecutiva, smantellamento degli impianti preesistenti e ventiquattro mesi di manutenzione. Il secondo stralcio è parte integrante del progetto e sarà attivato con un successivo provvedimento. Con fondi ancora da trovare. La sostituzione non può avvenire in contemporanea su tutti gli impianti senza compromettere l’operatività delle stazioni: il cronoprogramma prevede il completamento entro tre anni. L’assessore Patané ha aggiunto che

Una scala mobile ferma non pesa allo stesso modo su tutti: per una persona con disabilità motoria, per un anziano, per un genitore con il passeggino, una stazione senza impianti di traslazione è una stazione chiusa. L’accessibilità è la parte meno raccontata del trasporto pubblico e la più decisiva.

Metro C: aggiornamento della tecnologia e delle comunicazioni

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Gli altri quattro provvedimenti approvati dal Comune di Roma riguardano la Metro C, la più nuova. In questo caso si tratta di investimenti per 11 milioni di euro di interventi per la tecnologia, non accessibilità. Il più rilevante, da circa 4,5 milioni, finanzia la manutenzione evolutiva del sistema Scada (Supervisory Control And Data Acquisition), dal momento che diverse componenti hardware e software sono state dichiarate fuori produzione dai costruttori e non sono più né supportate né reperibili sul mercato.

Si tratta del sistema che permette il controllo digitale dell’intera rete e consente ai tecnici della sala operativa centrale di controllare in tempo reale tutto ciò che accade sulle linee. Dalla sicurezza delle gallerie alle stazioni e il flusso dei passeggeri, passando per la gestione dell’energia.

Con quasi 4 milioni di euro si finanzia la revisione decennale degli apparati elettrici: 45 quadri di bassa tensione, 25 gruppi di continuità e 255 interruttori di media tensione, cicli di manutenzione previsti dalle normative tecniche di settore. Poco più di 1,6 milioni di euro invece serviranno per l’aggiornamento del sistema radio Tetra che assicura le comunicazioni tra il Posto Centrale Operativo, le stazioni e i treni in linea. Comprese le comunicazioni di emergenza e quindi di comunicare al riparo da interferenze, black out o blocchi dei cellulari, garantendo il coordinamento della sicurezza anche a centinaia di metri sotto terra.

Infine, con oltre 1 milione di euro è finanziata la sostituzione degli inverter che regolano gli impianti di ventilazione di stazioni e gallerie, componenti anch’esse fuori produzione. Questi impianti governano la qualità dell’aria durante l’esercizio ordinario e, in caso di incendio, le condizioni di esodo dei passeggeri. L’assessore Patanè, per i lavori alla Metro C, ha spiegato che il ragionamento è lo stesso della linea A, solo con settore diverso:

Un sistema di supervisione con componenti che i costruttori non producono più è un rischio che cresce ogni mese: manutenerlo diventa progressivamente più difficile, e la disponibilità del servizio ne dipende. Abbiamo scelto di intervenire adesso, programmandolo per tempo, anziché farlo diventare un’emergenza