Verona, è scontro sulla Ztl tra residenti, commercianti e Comune: tutti i dettagli

Verona, è scontro sulla Ztl tra residenti, commercianti e Comune: tutti i dettagli

A Verona, residenti e commercianti chiedono di fermare nuovi blocchi alla Ztl e invocano parcheggi, navette e più collegamenti. Il Comune difende la propria strategia e rilancia su filovia e infrastrutture

A Verona la battaglia sulla mobilità del centro storico non si placa. Anzi, si scalda parecchio. Da una parte la Comunità del Centro Storico, comitato che riunisce residenti e commercianti del cuore della città scaligera. Dall’altra il Comune, con l’assessore alla mobilità Tommaso Ferrari a fare da scudo alle scelte fatte finora. Il risultato? Uno scontro che va avanti a colpi di comunicati e repliche, senza troppi sconti da nessuna delle due parti.

Chi sono i protagonisti della protesta

Il comitato direttivo della Comunità del Centro Storico non è composto da sconosciuti qualsiasi: ci sono Tiziano Meglioranzi, Maria Teresa Battista, Mario Gastaldin, Daniela Veneri, Dario Perrucci e Matteo Caffarelli. Gente che vive il centro ogni giorno, insomma, e che ha deciso di mettere nero su bianco un vero e proprio manifesto di richieste.

La loro tesi di fondo è semplice, quasi lapalissiana se ci si pensa bene: la liberazione dei centri storici dal traffico veicolare richiede infrastrutture all’avanguardia, interscambi veloci e collegamenti capillari. Detto in altre parole: prima costruisci le alternative, poi chiudi le strade. Non il contrario.

Il nodo della questione: troppi blocchi, poche soluzioni

Secondo il comitato, Verona starebbe affrontando una transizione incompleta, contrassegnata da blocchi alla circolazione privi di opzioni concrete come navette rapide ad alta frequenza e parcheggi di interscambio integrati. Un modo elegante per dire: ci state chiudendo fuori senza darci un’alternativa decente.

E qui entra in gioco la stretta della Ztl scattata da ottobre 2024. Da quel momento i non residenti possono entrare in centro con l’auto solo quattro volte al mese, e pure su prenotazione. Un giro di vite che, stando al comitato, rischia di isolare l’area urbana proprio per chi in centro ci lavora o ci vive appena fuori, in provincia.

I numeri che fanno rumore

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Ma il dato che più salta all’occhio riguarda gli affitti turistici. Tra il 2012 e il 2024 le locazioni turistiche sono passate da 30 a oltre 3.000 unità, di cui circa 2.000 concentrate nella sola parte antica. Fate un attimo il conto: significa che quasi ogni angolo del centro storico oggi ospita più turisti di passaggio che residenti stabili.

Il comitato non usa giri di parole per descrivere il fenomeno, parlando apertamente di rischio desertificazione sociale — un centro storico patrimonio Unesco che rischia di ridursi a mera vetrina per il turismo mordi e fuggi, svuotato di vita vera.

Le richieste sul tavolo

Cosa chiede concretamente la Comunità del Centro Storico? In pratica: sospensione di ulteriori blocchi alla Ztl fino all’attivazione dei parcheggi scambiatori e delle navette elettriche. E poi un piano straordinario per l’accessibilità, più un tavolo permanente dove Comune, cittadini e categorie economiche si siedano insieme a discutere, invece di scontrarsi a distanza tramite comunicati stampa.

La replica del Comune non si è fatta attendere

L’assessore Ferrari, dal canto suo, non ci sta a passare per l’uomo che chiude la città senza offrire nulla in cambio. Anzi, rivendica il contrario: «Filovia e parcheggi scambiatori vanno proprio nel senso di infrastrutturare la città per una mobilità più connessa. Mentre altre città negli ultimi 15 anni hanno investito in queste infrastrutture, Verona per anni è rimasta ferma».

Un modo per dire: la colpa, semmai, è di chi è venuto prima e non ha fatto i compiti a casa.

Sui numeri della Ztl, Ferrari mette dei paletti precisi: «Attualmente la Ztl conta quasi 20.000 permessi, e tutti i cittadini di Verona e provincia hanno la possibilità di entrare con l’auto quattro volte al mese».

E sul fronte infrastrutture, l’assessore snocciola i progressi in corso: «Ricordo che abbiamo appena connesso per la prima volta il parcheggio della Genovesa con una linea in direzione città e, mano a mano che il progetto filovia avanza, arriveranno altre connessioni e quindi un potenziamento del servizio di trasporto pubblico». La filovia, per chi non fosse pratico, è quel sistema di trasporto a filo elettrico — una via di mezzo tra tram e autobus — su cui Verona sta puntando parecchie fiches per ridisegnare la mobilità urbana.

Non manca poi l’annuncio di possibili novità sul fronte navette: «Sono inoltre a disposizione convenzioni con parcheggi in struttura per le attività commerciali e stiamo valutando con Amt3 la possibilità di un servizio navette che colleghi i parcheggi di Piazza Corrubio, di via Città di Nimes e quello del Tribunale con il centro storico». Amt3, va detto, è l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale nel veronese.

Chiusura a effetto, quasi polemica, quella dell’assessore: «Le infrastrutture, fortunatamente dopo tanti, troppi anni, si stanno finalmente realizzando».

Insomma, la partita resta apertissima. Da una parte chi vive il centro ogni giorno e chiede garanzie concrete prima di nuovi giri di vite. Dall’altra un Comune che rivendica investimenti fatti e promette che il meglio deve ancora arrivare. Nel mezzo, come sempre, ci sono le vie del centro storico scaligero, con sempre meno botteghe