Italia, Emilia-Romagna e Veneto come il Piemonte: no ai divieti ai diesel Euro 5. In arrivo misure compensative

Italia, Emilia-Romagna e Veneto come il Piemonte: no ai divieti ai diesel Euro 5. In arrivo misure compensative

Dopo il Piemonte anche Emilia-Romagna e Veneto hanno deciso di sospendere i divieti per le auto diesel Euro 5, a partire dal 1° ottobre scatteranno le misure compensative. Resta per ora solo la Lombardia con lo stop totale

Le auto diesel Euro 5 sono salve dai divieti in quasi tutte le Regioni del Bacino Padano. Solamente la Lombardia, almeno per ora, ha mantenuto in vigore la misura che, dal 1° ottobre in poi, prevede che anche questa categoria emissiva di mezzi a gasolio non possa circolare nelle città con più di 100mila abitanti. Inizialmente erano 4 i territori regionali coinvolti, ma adesso quello lombardo rimane da solo.

Il Piemonte è stata la Regione capofila per il no alle restrizioni totali ai diesel Euro 5 e, già da tempo, ha comunicato di aver studiato misure compensative per evitare di dover stoppare così tanti veicoli. Nei giorni scorsi anche Emilia-Romagna e Veneto hanno sciolto le riserve schierandosi dalla parte di Torino.

Cosa succederà in Emilia-Romagna

La Giunta emiliano-romagnola, l’11 settembre, ha stabilito di adottare provvedimenti che non impattassero su famiglie e imprese, già messe a dura prova dai rincari energetici. Sarebbero stati 9 i Comuni coinvolti dal blocco totale: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. Il presidente regionale Michele De Pascale e l’assessora ad Ambiente e Mobilità Irene Priolo hanno motivato così la decisione:

Abbiamo scelto di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per mettere in campo misure compensative che garantiscano una riduzione superiore delle emissioni inquinanti ed evitare così una limitazione che avrebbe avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di migliaia di persone, famiglie e fasce più fragili della popolazione, e sull’attività delle imprese, già fortemente gravate dall’aumento dei costi dell’energia

Nel concreto, l’Emilia-Romagna ha intanto posticipato al 1° novembre l’accensione degli impianti di riscaldamento civile, compresi quelli a biomassa. Fermo restando che saranno escluse scuole, ospedali e strutture assistenziali. Poi, in caso di situazioni emegenziali per il superamento di guardia dei livelli di inquinamento atmosferico, scatteranno altri due provvedimenti.

Sarà ampliato di un’ora (dalle 8 alle 19) il divieto di circolazione dei mezzi privati nei Comuni con più di 30mila abitanti e in quelli volontari, come previsto dal Pair 2030. In più sarà vietato l’utilizzo degli impianti di riscaldamento civile alimentati a biomassa che non raggiungono almeno la classe emissiva 5 stelle. La limitazione comprenderà quindi anche gli impianti a 4 stelle. Parallelamente la Regione ha presentato al Ministero dell’Ambiente un progetto da 10 milioni di euro per sovvenzionare la sostituzione di impianti di riscaldamento con versioni più moderne e a emissioni ridotte.

Anche il Veneto punta sulle misure compensative

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Il 15 settembre è stata la volta del Consiglio regionale del Veneto, che ha approvato la decisione di accodarsi alle altre due Regioni del Bacino Padano e sospende il divieto totale alle auto diesel Euro 5. Sarebbero stati 4 i Comuni interessati dalle restrizioni (Venezia, Verona, Padova e Vicenza), ma anche qui entreranno in vigore delle misure compensative. Lo ha annunciato il presidente della Regione Alberto Stefani, con motivazioni simili a quelle dell’omologo emiliano-romagnolo:

la tutela dell’ambiente è una priorità, ma la transizione ecologica non può essere pagata dai cittadini. Non possiamo imporre un nuovo costo a chi magari utilizza l’auto ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere un familiare o mandare avanti la propria attività. La sostenibilità deve essere anche economica e sociale. In Veneto sono centinaia di migliaia le persone che utilizzano un veicolo Euro 5 e non possiamo pensare che la risposta sia semplicemente dire loro di cambiare automobile

Il punto, dunque, è non scaricare il costo della transizione ecologica sulle famiglie. Per questo il Veneto ha deciso di introdurre misure compensative, per esempio incentivi per lo smart working ai dipendenti pubblici, così da ridurre le necessità di spostamento. Oppure finanziamenti per la mobilità sostenibile e altre misure che ancora sono in corso dic definizione.