Smart Road Milano, più aree pedonali e Zone 30 e giù incidenti e vittime. Svelati i numeri dell'Area B e C: cosa ci dice il Report sulla Mobilità Francesco Ton... 18 September 2026 Milano ha puntato su aree pedonali e Zone 30 negli ultimi anni e gli effetti si vedono nel calo di incidenti e vittime, mentre sono diminuiti gli accessi in Area B e C per un miglioramento della qualità dell’aria La sicurezza stradale è stata un elemento cardine delle politiche urbane di Milano negli ultimi anni. In parallelo al potenziamento del trasporto pubblico, della sharing mobility e della superficie ciclabile, il Comune ha deciso di investire sulle soluzioni a tutela dei pedoni e di un uso sicuro degli spazi pubblici. Con la finalità di ridurre gli incidenti e, soprattutto, le vittime. La missione ha ottenuto riscontri positivi, certificati dai numeri resi noti dall’assessora comunale alla Mobilità Arianna Censi, intervenuta ai Mobidays. In occasione dell’evento è stato infatti presentato il report che fotografa al 2025 la situazione di Milano riguardo gli spostamenti e la situazione della sicurezza stradale cittadina. L’anno scorso il Comune ha trasformato oltre 20mila metri quadrati di superficie della città in aree pedonali, per una ampiezza complessiva di 886.032 mq. Il che significa che, rispetto al 2021, ora il territorio riservato a chi si sposta a piedi è l’11,2% in più. Sempre nel 2025 sono state realizzate sette nuove Piazze Aperte e attualmente sono interessati da questi progetti ulteriori 48.200 metri quadrati. Anche le Zone 30 sono aumentate in modo consistente raggiungendo gli 825.234 metri quadrati, il 36,3% in più rispetto al 2021. E in parallelo, per la tutela dei bambini e degli studenti, Milano ha investito nelle strade scolastiche. Circa il 26% delle scuole primarie è circondata da vie e carreggiate con interventi di moderazione del traffico. Fatto che porta il capoluogo lombardo al secondo posto in Europa per soluzioni stradali a tutela dell’incolumità di alunne e alunni. Lieve calo degli incidenti in 10 anni, ma dimezzate le vittime Milano, più aree pedonali e Zone 30 e giù incidenti e vittime. Svelati i numeri dell’Area B e C: cosa ci dice il Report sulla Mobilità LEGGI ANCHE Milano, Settimana Europea della Mobilità: dal 16 al 22 settembre arrivano i Mobidays Tutte queste politiche hanno riflessi sugli incidenti stradali, anche se con dati sul lungo periodo. Dal 2016 al 2025 gli incidenti sono passati da 8.770 a 7.993, un calo di neanche 1.000 casi in 10 anni. Però l’efficacia delle misure si valuta soprattutto sulla riduzione delle vittime, che è scesa del 53% nello stesso periodo. Se i sinistri calano ancora lentamente, i morti si sono più che dimezzati. Un indizio possibile dell’efficacia delle misure di traffic calming, così come il dato dei feriti che si sono ridotti del 16%. Anche perché, parallelamente, il tasso di motorizzazione è pure cresciuto leggermente, arrivando a 505 autovetture ogni mille abitanti. Ma all’aumentare dei veicoli circolanti è calato comunque il dato sugli incidenti. Area B e C: meno veicoli in ingresso, ridotte le emissioni A proposito di auto in circolazione, arrivano indicazioni importanti anche dagli accessi nelle due Aree B e C, istituite proprio per moderare il traffico all’interno della zona perimetrata. Per quel che riguarda la C, dal 2016 al 2025 i veicoli entrati giornalmente sono calati del 25% passando da 91.687 a 68.646. Crescono invece i numeri delle vetture ecologiche che fanno il loro ingresso nella zona: se nel 2016 i veicoli ibridi che entravano in Area C erano l’11%, nel 2025 sono stati il 49,2%, quasi uno su due. Questo chiaramente impatta positivamente sulle emissioni inquinanti all’interno del perimetro. Tra il 2016 e il 2025 le emissioni giornaliere di ossidi di azoto, rilevate nella ZTL durante le fasce in cui il provvedimento è attivo, sono passate da 173,86 chilogrammi a 32,58 con una riduzione pari all’81%. Mentre quelle di PM10 sono scese da 1,13 a 0,12 chilogrammi al giorno, con una diminuzione dell’89%. Per quanto riguarda l’Area B, invece, i dati non sono disponibili sui 10 anni perché ha cominciato il servizio nel 2019. E tutti i varchi sono stati attivati solo nel 2022. Dalla predisposizione completa di 4 anni fa al 2025, dunque nel giro di un triennio, il calo dei veicoli in ingresso è stato del 2,8%. I transiti medi giornalieri nel 2025 sono stati 612.217, in calo dello 0,6% rispetto ai 616.189 del 2024. Analizzando gli ingressi la maggior parte è costituita da chi accede con un giornaliero (40,7%) o da due a dieci giorni all’anno (33,8%), Mentre solo lo 0,5% è effettuato da veicoli che entrano in Area B oltre i 200 giorni all’anno. Anche per questa zona i dati sulle emissioni di agenti inquinanti sono migliori. Il Comune di Milano si concentra in verità perlopiù su quelle estive, confrontando i numeri dell’Area B con quelli registrati fuori dalla città. Nell’Area B gli ossidi di azoto del 2025 erano mediamente inferiori di circa 10 microgrammi a metro cubo.