Sponsorizzazioni pubbliche nel turismo, ANAC chiede più trasparenza e programmazione

Sponsorizzazioni pubbliche nel turismo, ANAC chiede più trasparenza e programmazione

La delibera 208/2026 dell’ANAC evidenzia criticità nella gestione delle sponsorizzazioni da parte di un’Agenzia nazionale: procedure poco comparate, uso frequente di affidamenti diretti e necessità di criteri trasparenti per l’impiego di oltre 118 milioni di euro.

Più trasparenza, maggiore programmazione e criteri chiari nella scelta degli eventi da finanziare. Sono queste le principali indicazioni che emergono dalla delibera n. 208 del 6 maggio 2026, con cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione interviene sul tema delle sponsorizzazioni pubbliche nel settore turistico.

Sponsorizzazioni e risorse pubbliche

L’analisi dell’ANAC riguarda l’attività negoziale di una società pubblica operante nella promozione del turismo nazionale, che ha sottoscritto numerosi contratti di sponsorizzazione attiva per eventi culturali, sportivi e internazionali.

Dal documento emerge che tali contratti comportano spesso un rilevante impiego di risorse pubbliche, con un budget complessivo pari a 118.535.169 euro nel triennio 2025-2027, destinato a sostenere iniziative con potenziale ritorno promozionale per l’Italia.

Criticità rilevate da ANAC

Secondo l’Autorità, il modello adottato presenta alcune criticità significative:

  • frequente ricorso ad affidamenti diretti o procedure negoziate con un unico operatore
  • assenza di una reale valutazione comparativa tra eventi alternativi
  • motivazioni spesso basate solo sull’evento scelto, senza confronto con altre opportunità
  • reiterazione di partnership negli anni senza rotazione

Inoltre, non è ritenuto sufficiente il semplice richiamo ai diritti di esclusiva dell’organizzatore per giustificare la scelta di un evento: le amministrazioni devono fornire una motivazione puntuale sull’infungibilità della scelta effettuata.

Sponsorizzazione attiva, natura e obblighi

La delibera chiarisce anche il quadro giuridico. La sponsorizzazione attiva è un contratto atipico, distinto dall’appalto di servizi, ma comunque soggetto ai principi fondamentali della pubblica amministrazione:

  • trasparenza
  • imparzialità
  • motivazione
  • economicità

In particolare, anche se non sempre rientra pienamente nel Codice dei contratti, l’ANAC evidenzia che ogni utilizzo di denaro pubblico richiede una selezione trasparente e motivata del contraente.

Mercato strategico ma sensibile

L’Autorità sottolinea inoltre che il settore delle sponsorizzazioni è ormai un vero mercato strutturato, in cui gli organizzatori offrono pacchetti promozionali agli sponsor pubblici.

Questa dinamica comporta rischi:

  • possibili percezioni di opacità
  • indebolimento della fiducia dei cittadini
  • riduzione della concorrenza tra operatori

Per questa ragione, la dimensione reputazionale dei contratti pubblici richiede regole ancora più rigorose.

Proposte di ANAC, più regole e pianificazione

Per migliorare il sistema, l’ANAC indica alcune misure concrete:

1. Programmazione pluriennale

Gli interventi di sponsorizzazione dovrebbero essere pianificati su base almeno triennale, evitando scelte episodiche.

2. Manifestazioni di interesse

La selezione degli eventi dovrebbe avvenire tramite avvisi pubblici e raccolta di candidature.

3. Analisi comparativa

È necessario valutare più eventi alternativi e confrontarne costi e benefici.

4. Maggiore trasparenza online

Pubblicazione dedicata dei contratti e delle decisioni sui siti istituzionali.

5. Regolamento interno

Adozione di regole chiare per disciplinare le sponsorizzazioni.

6. Separazione dei servizi

Valutare l’affidamento separato dei servizi accessori (catering, logistica, gadget) per aumentare la concorrenza.

Conclusioni

La delibera n. 208/2026 rappresenta un richiamo importante: le sponsorizzazioni pubbliche, pur essendo uno strumento strategico per la promozione del turismo, devono essere gestite con criteri rigorosi e trasparenti.

L’ANAC ha infine richiesto all’ente interessato di indicare entro 30 giorni le azioni correttive da adottare, confermando l’attenzione crescente sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche.