Bologna, stretta della Polizia Locale sui contrassegni per disabili falsificati: il bilancio dei controlli 2026

Bologna, stretta della Polizia Locale sui contrassegni per disabili falsificati: il bilancio dei controlli 2026

La Polizia Locale di Bologna nel 2026 ha intensificati i controlli sui contrassegni per disabili al fine di individuare quelli falsificati: scoperte 13 contraffazioni 

Possedere un pass auto per trasporto disabili dà alcuni vantaggi in più rispetto agli altri automobilisti. Si hanno parcheggi riservati e si può anche transitare all’interno delle Ztl, visto che teoricamente si trasporta qualcuno con difficoltà motorie. Ed è per questo che averlo fa gola, anche per chi non ha un parente o un congiunto che è portatore di disabilità.

A Bologna la Polizia Locale si è accorta che il fenomeno della contraffazione dei CUDE (Contrassegni Unici Disabili Europei) è abbastanza diffuso e, nell’arco dei primi 5 mesi del 2026, ha intensificato i controlli. Il Comune felsineo fa sapere che da gennaio al 31 maggio gli accertamenti hanno portato alla scoperta di 13 pass falsi. Tra le irregolarità più frequenti riscontrate dagli agenti, figurano l’esposizione di documenti falsificati o fotocopiati, l’uso di permessi scaduti e l’utilizzo del contrassegno da parte di parenti o conoscenti senza la persona con disabilità a bordo. In alcuni casi, i tagliandi sono risultati addirittura intestati a persone già decedute.

Bologna, 13 pass disabili contraffatti scoperti in 5 mesi. Scattata anche la denuncia alla Procura

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Insomma, alcuni bolognesi hanno adottato stratagemmi fantasiosi per poter avere un contrassegno per disabili contraffatto. Un atto che, insieme all’uso abusivo del pass, prevede provvedimenti pesanti, oltre al sequestro del documento e alla sanzione amministrativa, l’esibizione di un permesso falso implica la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di falsità materiale. 

Proprio per questo è intenzione della Polizia Locale di Bologna andare avanti sulla strada dell’aumento dei controlli, per cercare di contrastare al massimo una pratica che danneggia chi ha davvero bisogno di accessi, parcheggi e diritti garantiti dal CUDE. Fattore che rappresenta un elemento di civiltà imprescindibile per garantire parità di accesso ai servizi e agli spazi urbani.