Romea, ancora un morto: motociclista 34enne si schianta contro un'auto a Rosara

Romea, ancora un morto: motociclista 34enne si schianta contro un’auto a Rosara

Il sindaco di Mira chiede un commissario per la messa in sicurezza della Statale 309, teatro di continui incidenti mortali

Sabato pomeriggio, intorno alle 16, Andrea Favaro è morto.

Trentaquattro anni, residente a Mira in provincia di Venezia. Morto sul colpo sulla Statale 309 Romea, all’altezza di Rosara, frazione di Codevigo nel Padovano. Scontro frontale tra la sua moto e un’auto. Violentissimo.

Il conducente dell’auto è rimasto illeso fisicamente, ma è sotto choc. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria: rischia l’accusa di omicidio stradale colposo.

La strada della morte

Marco Dori, sindaco di Mira, non usa giri di parole. “La Romea ha la nomea di strada della morte, e purtroppo ancora una volta ha dimostrato che è vero”.

La comunità è scossa. Andrea Favaro era giovane, aveva tutta la vita davanti. E invece è finita lì, su quell’asfalto maledetto.

Dori chiede fatti. Vuole la nomina di un commissario straordinario per intervenire sulla messa in sicurezza dell’arteria. Perché la Romea non è solo pericolosa: è diventata un incubo. Traffico sempre più intenso, incidenti gravi a ripetizione, vittime che si contano ogni mese.

Un’arteria fuori controllo

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La Statale 309 Romea collega Venezia con Ravenna, attraversando zone densamente abitate e aree produttive. Negli anni il traffico è esploso. Mezzi pesanti, auto, moto: tutti insieme su una strada che non regge più.

Gli incidenti sono all’ordine del giorno (spesso mortali). E ogni volta si ripete la stessa storia: cordoglio, promesse, qualche intervento tampone. E poi nessuno fa niente.

Fino al prossimo morto.

Serve un’azione straordinaria

La richiesta del sindaco Dori di un commissario non è casuale. Vuol dire: basta con la burocrazia, basta con i tavoli tecnici che non portano a nulla. Serve qualcuno con poteri straordinari che intervenga subito. Messa in sicurezza, modifiche strutturali, controlli più serrati.

Perché sulla Romea non si può più aspettare. Ogni giorno che passa è un rischio. Per chi ci lavora, per chi ci vive, per chi semplicemente la attraversa.

Andrea Favaro è l’ennesima vittima di una strada che andava sistemata ieri. Non domani.