Legal Smart Road Politiche ambientali Autobus elettrici, l’Italia accelera: nuovi bandi e maxi investimenti da nord a sud Marco Gramigni 05 August 2026 Italia Mobility Sostenibilità Da Lodi a Bari, passando per Varese e Gorizia: proseguono gli investimenti negli autobus elettrici con nuovi bandi C’era da aspettarselo, in un certo senso. Finiti i soldi del Pnrr — il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cioè quel grande fondo europeo che negli ultimi anni ha permesso a comuni e aziende di trasporto di comprare autobus nuovi quasi “gratis” — molti pensavano che la corsa all’elettrico su gomma si sarebbe un po’ arenata. E invece no: i bandi continuano a uscire, uno dietro l’altro, da nord a sud. Certo, non tutti puntano esclusivamente sullo zero emissioni, c’è chi mescola ibrido, metano ed elettrico nello stesso appalto, ma la rotta resta segnata. E parliamo di cifre niente male. Lodi, il colosso da 100 milioni Partiamo dal pezzo grosso. Come riportato dal sito vaielettrico.it, a Lodi, Star Mobility — l’azienda che gestisce gli autobus di linea in città, ma anche in provincia di Milano, Monza-Brianza e Pavia — ha messo sul piatto una cifra che fa girare la testa: quasi 100 milioni destinati esclusivamente all’acquisto di autobus a batteria, cioè completamente elettrici. Il bando complessivo, però, vale ancora di più: 181,9 milioni di euro in totale, perché dentro ci sono anche altre tipologie di mezzi. La procedura è “aperta” (chiunque abbia i requisiti può partecipare) e l’aggiudicazione avviene tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa: non vince chi propone solo il prezzo più basso, ma chi offre il miglior equilibrio tra qualità del mezzo, servizi e costo. Dentro questo grande contenitore, i soldi si dividono tra tre tecnologie diverse: elettrico puro: 120 autobus a batteria, oltre 100 milioni di euro, la fetta più grossa sia in numero che in spesa ibrido-diesel: 100 mezzi che combinano un motore tradizionale con uno elettrico per consumare meno, 58,6 milioni di euro metano: appena 30 veicoli, 17 milioni, ormai la tecnologia più residuale delle tre Il messaggio che arriva da questi numeri è chiaro: l’elettrico non è più l’eccezione tra le opzioni possibili, è diventato lo standard su cui punta chi pianifica il trasporto pubblico del futuro. Bari accelera col BRT Autobus elettrici, l’Italia accelera: nuovi bandi e maxi investimenti da nord a sud LEGGI ANCHE Palermo, Ponte Corleone: ultimo impalcato completato: ecco quando finiranno i lavori Scendendo verso Sud, la scena cambia ma l’entusiasmo resta lo stesso. A Bari è stata da poco aggiudicata la gara per 42 nuovi autobus elettrici, destinati ad alimentare il BRT, sigla che sta per Bus Rapid Transit. È un sistema di trasporto pensato per far viaggiare gli autobus quasi come se fossero un tram di superficie: corsie tutte loro, percorsi veloci, pochissime interruzioni. Dove funziona bene, cambia davvero la qualità di vita di chi si sposta ogni giorno in città, perché riduce tempi di attesa e ingorghi. I numeri aiutano a capire la scala dell’intervento: 24 km di rete stradale dedicata esclusivamente ai bus, dove le auto normali non possono entrare, su un totale di 60 km di percorsi coperti dal servizio. E poi c’è la preferenziazione semaforica su oltre il 70% del tragitto, cioè i semafori che “riconoscono” l’arrivo del bus e si mettono al verde apposta per farlo passare senza fermarsi. Il progetto è gestito direttamente dal Comune di Bari, e rientra tra i finanziamenti Pnrr specificamente dedicati al trasporto rapido di massa. Varese, Gorizia e quel piccolo miracolo abruzzese Non tutto deve essere costoso per contare, e qui lo dimostrano bene i casi più piccoli. A Varese, l’Azienda Multi Servizi Comunali ha messo a bando l’acquisto di un solo autobus elettrico “di classe I”, categoria che indica i bus urbani a due assi tipici delle linee cittadine. Investimento: 450mila euro, piccolo ma concreto. A Gorizia si fa già sul serio: oltre 3,5 milioni di euro destinati all’Azienda Provinciale Trasporti, con tre autobus elettrici garantiti nel bando, più altri due opzionali che l’ente potrà decidere di acquistare in un secondo momento. E poi c’è Calascio, un piccolo comune in provincia dell’Aquila, dove la storia si fa quasi poetica. Il progetto pilota “Rocca Calascio Luce d’Abruzzo” usa l’elettrico non solo per spostare persone, ma come strumento per salvare un borgo a rischio spopolamento, e in parte già abbandonato, con case vuote e abitanti sempre più anziani. L’idea è semplice ma efficace: un motore elettrico è silenzioso, quindi il turista che sale su quel bus non sente rombo né vibrazioni, e può godersi il paesaggio in tranquillità. E adesso? Il vero nodo Resta un interrogativo di fondo, e non banale: dopo la spinta economica gigantesca garantita dal Pnrr, gli enti continueranno a investire di tasca propria sull’elettrico, senza più quell’aiuto europeo? I segnali, per ora, dicono di sì.