Treni Acqui Terme-Genova fermi fino a settembre: la protesta dei pendolari

Treni Acqui Terme-Genova fermi fino a settembre: la protesta dei pendolari

Un mese di stop sulla linea Acqui Terme-Genova e la pazienza dei pendolari è già al limite: tra lavori, bus sostitutivi e disagi arriva la richiesta di uno sconto del 50%.

Un mese senza treni. Non i soliti dieci giorni di agosto, stavolta la faccenda si allunga parecchio. Dal 18 agosto al 13 settembre chi viaggia tra Acqui Terme e Genova Brignole deve arrangiarsi con i bus sostitutivi, e la pazienza, a quanto pare, è già bella che finita.

Dietro lo stop ci sono lavori importanti. Si sta smontando la scogliera protettiva vicino alla frana di Mele, quella che da anni fa tribolare la linea, in vista di un tunnel prefabbricato che nel 2027 collegherà la galleria del Turchino alla stazione di Mele. Cantieri veri, quindi, non le solite scuse buone per giustificare i ritardi.

Lo sconto chiesto in Provincia

La durata insolita, però, ha fatto scattare la miccia tra i pendolari. Nicola De Angelis, consigliere provinciale di Acqui Terme, ha portato in Consiglio provinciale ad Alessandria un ordine del giorno — approvato all’unanimità, non un dettaglio da poco — che chiede uno sconto del 50% sugli abbonamenti per i mesi di agosto e settembre. Un testo gemello, va detto, era già passato ad aprile in Consiglio comunale ad Acqui Terme.

Al Secolo XIX, De Angelis ha spiegato la sua posizione così:

«Comprendiamo la complessità degli interventi in corso per le opere straordinarie finanziate con fondi Pnrr e dei lavori per la messa in sicurezza della frana di Mele. Non è tuttavia accettabile che la chiusura estiva venga prolungata fino al 13 settembre».

Il nodo, per lui, è tutto qui: mai prima d’ora la chiusura estiva era andata oltre la fine di agosto o i primissimi giorni di settembre. Da qui la richiesta di spiegazioni a Rfi e alla Regione Liguria, anche sui ritardi cronici e le corse soppresse che, puntuali come le tasse, si ripresentano ogni anno alla ripresa del servizio regolare.

Il caos dei bus sostitutivi

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«Le aziende a cui viene affidato il trasporto bus sostitutivo arrivano sempre da fuori regione. Non conoscendo bene il tragitto, quindi, spesso capita che gli autisti finiscano completamente fuori percorso».

Un disagio, aggiunge, che ricade dritto sui tanti pendolari che ogni giorno fanno la spola tra Piemonte e Liguria per lavoro o studio.

Una regia unica, per finirla con lo scaricabarile

De Angelis chiude l’ordine del giorno chiedendo un coordinamento vero tra Rfi e le due Regioni coinvolte, e sul punto non usa mezzi termini:

«Basta scaricabarile. I cittadini sono stanchi di leggere dichiarazioni di facciata sui giornali o di assistere alle “passerelle” di assessori e consiglieri regionali. Ora servono risposte concrete e soluzioni adeguate a tutela dei lavoratori, degli studenti e del tessuto economico-turistico locale».

Parole che, c’è da scommetterci, non resteranno senza eco nelle prossime settimane — soprattutto quando la linea tornerà regolare e si capirà se i vecchi vizi di ritardi e soppressioni si ripresenteranno puntuali come da tradizione.