Legal Ultimo giorno in Europa per completare riforme e investimenti del Pnrr. La situazione in Italia Redazione 01 September 2026 UE Finora Bruxelles ha erogato 440 miliardi di euro e fino a 133 miliardi potranno ancora essere pagati entro dicembre Ultimo giorno nell’Ue per completare le riforme e gli investimenti dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr). Dal primo settembre gli Stati non potranno più far nulla per recuperare gli obiettivi mancati e salvare i fondi collegati. I governi avranno poi fino al 30 settembre per inviare le richieste di pagamento finali, mentre la Commissione dovrà completare i versamenti entro fine anno. Finora Bruxelles ha erogato 440 miliardi di euro e fino a 133 miliardi potranno ancora essere pagati entro dicembre. Entra quindi nel rettilineo finale il Recovery Fund europeo, nato nel 2020 come risposta comune alla crisi del Covid. Per l’Italia la posta in gioco è ancora alta Il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, cuore di NextGenerationEu e da cui derivano i Pnrr nazionali, ha messo a disposizione sovvenzioni e prestiti per finanziare riforme e investimenti nell’Unione. A differenza dei normali fondi europei, i pagamenti non dipendono semplicemente dalle spese sostenute: scattano quando un Paese dimostra di avere realizzato i traguardi e gli obiettivi concordati con Bruxelles. Per l’Italia la posta ancora in gioco è potenzialmente di 28,4 miliardi di euro. Con le prime nove rate Roma ha già ricevuto infatti 166 miliardi, circa l’85% dei 194,4 miliardi complessivi del Piano italiano. Per avere la decima e ultima rata l’Italia dovrà dimostrare di avere centrato gli ultimi 159 traguardi e obiettivi, dopo i 416 già riconosciuti come raggiunti. L’ultima revisione del Pnrr italiano ha mantenuto invariata la dotazione, con circa 71,8 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti. Protetta l’economia europea in un momento di grande incertezza “NextGenerationEu ha contribuito a proteggere i nostri cittadini e le nostre economie in un momento di grande incertezza”, ha sottolineato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il vicepresidente esecutivo dell’esecutivo europeo Raffaele Fitto ha sottolineato che NextGenerationEu ha sostenuto riforme e investimenti che stanno “modernizzando le nostre economie, accelerando la transizione verso l’energia pulita e rafforzando la capacità dell’Europa di rispondere a futuri shock”. E’ uno “strumento eccezionale, nato come risposta comune a crisi senza precedenti, che ha sostenuto riforme e investimenti e continuerà a produrre benefici duraturi”, ha aggiunto. LEGGI ANCHE: Opere del Pnrr completate: Lombardia e Trentino in testa alla classifica, male la Liguria e le regioni del Sud Finisce anche la possibilità di correggere i piani Con il 31 agosto si chiude definitivamente anche la possibilità di correggere i piani ed eventuali misure non potranno più essere considerate dalla Commissione, neppure nel caso di pagamenti sospesi. Tra i primi ad arrivare al traguardo c’è la Svezia: proprio in giornata Bruxelles ha dato il via libera alla sua richiesta finale di pagamento, certificando il completamento del 100% delle riforme e degli investimenti, dopo aver già dato l’ok alla Danimarca. Corsa sul filo di lana invece per Ungheria e Romania. Budapest, dopo anni di fondi bloccati per le carenze sullo Stato di diritto, ha profondamente rivisto il Piano e sostiene di avere completato in tempo le condizioni per rendere disponibili circa 10 miliardi (dei 10,4 originariamente previsti): spetterà ora alla Commissione verificarlo. La Romania ha a sua volta approvato negli ultimi giorni diverse riforme per salvare al fotofinish quote del Pnrr. Salvo sviluppi dell’ultima ora, però, non sarebbe riuscita a centrare la riforma delle retribuzioni del pubblico impiego, collegata a circa 770 milioni di euro del Recovery.