Smart Road Politiche ambientali Trento accelera sulla mobilità elettrica: 35 colonnine in arrivo. I dettagli Marco Gramigni 31 August 2026 Mobility Sostenibilità Trento cambia passo sulla mobilità elettrica: delle 35 colonnine previste, 21 sono già funzionanti, quattro stanno per entrare in servizio e altre dieci sono in fase di autorizzazione A Trento sta succedendo una cosa che in pochi notano finché non gli serve davvero: la città si sta riempiendo di colonnine elettriche. Ventuno, per la precisione, sono già accese e funzionanti. Numero che fa uno strano effetto, se ci pensate: fino a qualche anno fa la ricarica elettrica in giro per la città era quasi un miraggio, roba per pochi pionieri con l’auto ibrida parcheggiata in un angolo sperduto. Il piano totale prevede 35 punti di ricarica, mix tra potenza standard e quella elevata (quella che, per capirci, ti riempie la batteria in tempi decisamente più umani). Altre quattro stanno per accendersi da un momento all’altro, mentre dieci sono già passate al vaglio delle autorizzazioni e finiranno nei parcheggi cerniera — quelli che i trentini conoscono bene: piazzale Zuffo, via Lidorno, via Monte Baldo. Zone dove lasci l’auto e prosegui a piedi, o con il bus. Dove sono queste colonnine? Non solo in centro, e questo è forse il dato più interessante. La rete si è spinta fin sulle colline: Meano, Cognola, Martignano, Villazzano. Perché tutto questo trambusto Trento accelera sulla mobilità elettrica: 35 colonnine in arrivo. I dettagli LEGGI ANCHE Firenze, delivery più green in città: le consegne dell’ultimo miglio si faranno in bici. La sperimentazione Dietro non c’è solo la voglia di stare al passo coi tempi. C’è un obiettivo scritto nero su bianco in due documenti che pochi leggono ma che pesano parecchio: il Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile, sostanzialmente la bussola che indica come la città vuole muoversi nei prossimi anni) e il Paesc (Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima, il fratello più energetico del primo). Il traguardo? Tagliare le emissioni di CO2 del 47% rispetto al 2006. Un numero enorme, se confrontato con quanto pesano i trasporti sulle emissioni locali: circa il 35% del totale. Praticamente un terzo dell’inquinamento cittadino esce dai tubi di scappamento — ed è lì che si gioca la partita vera. Una storia che viene da lontano Qui non parliamo di un progetto lampo. Tutto è cominciato in sordina nel 2018, quasi in punta di piedi, come un esperimento. Poi, dal 2022, la svolta: un bando pubblico ha aperto le porte agli operatori privati, e la crescita ha preso velocità. Oggi si è arrivati quasi al traguardo, con le ultime autorizzazioni in dirittura d’arrivo. Come trovare la colonnina più vicina Il Comune ha pensato bene di mettere online una mappa interattiva, consultabile da chiunque. Ci trovi posizione, potenza disponibile e — cosa utilissima — se la colonnina è libera o occupata in quel preciso momento. Niente più giri a vuoto per la città con la batteria agli sgoccioli, insomma. Trento, insomma, sta costruendo pezzo dopo pezzo una rete che tra qualche mese potrebbe far sembrare tutto questo trambusto attuale solo un ricordo lontano — quello di quando le colonnine si contavano sulle dita di due mani.