Trasporto bici in treno, in Italia non esiste una tariffa unica: ecco quanto costa regione per regione

Trasporto bici in treno, in Italia non esiste una tariffa unica: ecco quanto costa regione per regione

Stessa bicicletta, stesso treno, ma prezzi completamente diversi: in alcune regioni italiane portare la bici sui regionali è gratuito, in altre serve un supplemento. In Alto Adige si può arrivare a spendere 150 euro al mese. Ecco la mappa delle tariffe e le soluzioni per risparmiare

Immaginate due persone. Stessa bici, stessa routine, stesso identico bisogno: salire sul regionale ogni mattina per andare a lavorare. Una abita dalle parti di Vicenza. L’altra, poco più a ovest, verso Brescia. Fine mese, tirano le somme. La prima ha sborsato 70 euro solo per il trasporto del mezzo a due ruote. La seconda, manco un euro. Zero. Stesso Paese, stessa abitudine, conti che non si somigliano per niente.

E se pensate che il Veneto sia già un caso limite, aspettate di sentire l’Alto Adige. Lì il biglietto giornaliero per la bici costa 7,50 euro secchi. Fatelo venti volte al mese — tanto per arrivare a fine settimana lavorativa con regolarità — e vi ritrovate a spendere 150 euro. Praticamente un abbonamento del treno vero e proprio, solo per portarsi dietro la due ruote.

Perché succede tutto questo? Perché in Italia la bici in treno non ha un prezzo, ne ha venti

Non esiste, e qui sta il nocciolo della questione, un tariffario nazionale che valga per tutti allo stesso modo. Ogni regione fa un po’ come le pare. Ogni provincia autonoma pure. E ogni azienda ferroviaria regionale ci mette del suo. Il risultato finale? Un puzzle che definire intricato suona quasi gentile.

Diamo un’occhiata veloce, giusto per farsi un’idea:

  • Lombardia, Liguria, Abruzzo, Marche, Puglia, Sicilia — qui la bici sale gratis sui regionali abilitati
  • Veneto, Friuli, Emilia-Romagna — supplemento fisso, 3,50 euro al giorno
  • Campania — 2 euro a corsa nei feriali, nulla nel weekend
  • Trentino — 2 euro a corsa, sempre, senza eccezioni
  • Alto Adige — 7,50 euro al giorno, che scendono a 3,50 con un pass agevolato

Ma occhio: gratis raramente significa senza condizioni. In Abruzzo e nelle Marche va chiesto il supplemento gratuito direttamente al controllore, prima di salire a bordo. In Sicilia ci si può sbrigare anche dalle macchinette o via app. E in Lombardia la storia si complica ulteriormente: Trenord lascia viaggiare le bici senza costi, ma solo dentro i confini tariffari regionali. Un passo oltre quel perimetro, e la gratuità sparisce.

La Campania e la sua tariffa “al lavoro paghi, al mare no”

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E poi c’è chi, dentro la stessa regione, applica due regole opposte

In Toscana il prezzo cambia a seconda della tratta, perché serve l’acquisto di un biglietto di seconda classe vero e proprio. In Basilicata, invece, la faccenda rasenta il paradosso: Trenitalia chiede il solito supplemento da 3,50 euro, mentre Ferrovie Appulo Lucane — l’azienda che gestisce parte dei binari della regione — fa salire gratis le bici a pedali sui suoi treni Stadler, mezzi capaci di ospitare dalle tre alle sei biciclette secondo la configurazione.

Stessa terra, due regolamenti agli antipodi. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile per chi deve pianificare gli spostamenti settimanali.

Con gli abbonamenti, però, i conti cambiano verso

Chi pedala e prende il treno ogni santo giorno trova spesso vie d’uscita niente male. In Friuli-Venezia Giulia esiste un abbonamento mensile dedicato alla bici, 20 euro, che diventa conveniente già dal sesto utilizzo rispetto al pagamento giornaliero. Sulla tratta Maniago-Sacile, poi, addirittura non si paga nulla.

In Emilia-Romagna l’abbonamento annuale costa 60 euro. Fate due conti: diciotto supplementi giornalieri da 3,50 euro sommano già 63 euro, più dell’intero abbonamento per un anno solare. Chi usa la bici più di diciotto volte l’anno, insomma, ci guadagna parecchio a sottoscriverlo.

La Toscana offre più opzioni: mensile a 39,60 euro, annuale a 50 euro, oppure un annuale pensato solo per il weekend a 20 euro. Nel Lazio l’abbonamento costa 120 euro l’anno, ma scende a 60 con il voucher regionale.

In Trentino, infine, viaggiano gratis solo i titolari di certi abbonamenti provinciali: lavoratori, studenti universitari, pensionati. Gratuità che vale esclusivamente dentro i confini della provincia, nei giorni feriali.

Alla fine, cosa resta

Un’Italia a macchia di leopardo, dove conviene sempre fare due calcoli prima di dare qualunque cosa per scontata. Una tariffa che sembra cara può nascondere un abbonamento vantaggioso dietro l’angolo. E una tariffa apparentemente leggera può diventare un salasso per chi la paga tutti i giorni dell’anno. Chi si muove spesso tra bici e regionale farebbe bene a verificare caso per caso: la stessa identica abitudine, spostandosi da una regione all’altra, può costare zero oppure centinaia di euro in dodici mesi.