Novembre 2026, raffica di scioperi in tutta Italia: a rischio treni, autobus e aerei

Novembre 2026, raffica di scioperi in tutta Italia: a rischio treni, autobus e aerei

Novembre si prepara a essere un mese particolarmente complicato per chi deve spostarsi o usufruire dei servizi pubblici. Il calendario delle proteste è fitto: si parte il 9 novembre con gli stop di Amt a Genova e Italo, per arrivare alle due giornate del 20 e 21 novembre, quando è previsto uno sciopero generale che coinvolgerà numerosi settori, dai trasporti alla scuola, passando per sanità e pubblica amministrazione

Novembre, lo sapete, è uno di quei mesi in cui tanto vale controllare il calendario prima di uscire di casa. Treno, bus, aereo: qualunque mezzo sceglierete per muovervi, rischiate di trovare qualche sorpresa. Sindacati di ogni sigla hanno messo in fila una sequenza di agitazioni che parte già nella prima settimana e arriva fino quasi a fine mese, toccando trasporti, telecomunicazioni, scuola e sanità. Il punto più caldo? Il 21 novembre, giornata di sciopero generale che coinvolge pubblico e privato, treni e trasporto locale compresi.

Facciamo un po’ d’ordine, va’.

Si parte da Genova e dall’alta velocità

Il 9 novembre è già giornata campale. A Genova si ferma Amt per quattro ore filate, dalle 11.30 alle 15.30, su chiamata di Ost Cub Trasporti — una sigla sindacale di base, meno nota delle grandi confederazioni ma capace comunque di bloccare bus e metro cittadina per mezza giornata.

Nello stesso giorno tocca a Italo, l’operatore ferroviario privato dell’alta velocità. Qui lo sciopero è nazionale e dura dalle 9.01 alle 16.59, proclamato non da una ma da cinque sigle insieme: Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie. Richieste classiche ma sentite: rinnovo del contratto, aumenti salariali, più tutele per chi lavora a bordo treno e nelle stazioni, oltre a garanzie su previdenza e congedi parentali.

Due giorni dopo cambia tutto: l’11 novembre si fermano le telecomunicazioni, 24 ore intere, con Ugl Telecomunicazioni, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil a guidare la protesta.

Milano, Venezia, Bari: tre città, tre fermate

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Stessa data, stesso canovaccio ma a Venezia, dove si ferma Atvo, la società che gestisce buona parte del trasporto su gomma nell’area veneziana. Il giorno dopo, 14 novembre, tocca a Bari: Amtab, l’azienda di trasporto pubblico del capoluogo pugliese, ferma tutto per 24 ore.

Il clou: 20 e 21 novembre, sciopero generale

E qui si arriva al vero nodo del mese. Il 20 novembre scatta uno sciopero generale che non guarda in faccia nessuno nel pubblico impiego: scuola, università, ricerca, sanità, amministrazioni centrali e locali, autorità indipendenti, Presidenza del Consiglio, Regioni a statuto speciale, Province autonome e perfino i Vigili del fuoco. Un fermo che attraversa quasi ogni angolo della macchina statale.

Nel comparto ferroviario l’astensione dura 23 ore filate, dalle 21 del 20 novembre fino alle 20 del 21 — una finestra lunghissima pensata apposta per coprire due giornate intere di traffico merci e passeggeri su rotaia.

E il 21 novembre arriva il bis: un altro sciopero generale, questa volta esteso a pubblico e privato insieme, con trasporto locale e ferrovie di nuovo in prima linea.

Si chiude con Malpensa, Venezia aeroporto e Iren

Le proteste non si fermano lì. Il 22 novembre tocca al cielo: sciopero di 24 ore del personale Enav (l’ente che gestisce il controllo del traffico aereo) a Malpensa, più un fermo analogo dei lavoratori Sicuritalia IVRI all’aeroporto Marco Polo di Venezia — gli addetti ai controlli di sicurezza, per capirci.

Chiusura il 23 novembre con Iren, multiutility che gestisce energia, acqua e rifiuti in diverse città del Nord Italia: sciopero proclamato da Filctem Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl e Uiltec Uil.

Insomma, novembre si prospetta un mese in cui conviene sempre avere un piano B in tasca. O almeno le scarpe comode.