HumanX Legal Voto per delega in gravidanza e dopo il parto, il Parlamento europeo cambia le regole Laura Biarella 29 April 2026 UE Voto per delega. Il Parlamento europeo approva la revisione dell’Atto elettorale dell’UE che consente alle eurodeputate di delegare il proprio voto durante la gravidanza e nei mesi successivi al parto. La riforma introduce un’eccezione temporanea all’obbligo di voto in presenza. Si rafforza la parità di genere, si garantisce la continuità della rappresentanza democratica e si favorisce un equilibrio più sostenibile tra vita privata e mandato parlamentare, aprendo la strada a istituzioni europee più inclusive e moderne. Una riforma storica approvata dall’Eurocamera Il Parlamento europeo ha approvato la revisione dell’Atto elettorale dell’Unione europea che introduce, per la prima volta, la possibilità per le eurodeputate di votare per delega durante la gravidanza e nei mesi successivi al parto. Il provvedimento è stato adottato mercoledì 29 aprile in plenaria con 616 voti favorevoli, 24 contrari e 8 astensioni. Si modifica, quindi, una regola storica dell’Eurocamera che imponeva l’espressione del voto esclusivamente in presenza, senza eccezioni legate alla maternità. Come funziona il voto per delega La riforma consente alle deputate di delegare il proprio voto a un collega di fiducia in una finestra temporale ben delimitata. Questa va dai tre mesi precedenti la data presunta del parto fino ai sei mesi successivi alla nascita del figlio. Si tratta di un’eccezione temporanea e mirata, pensata per coprire le fasi più delicate della maternità senza interrompere la piena partecipazione all’attività parlamentare. In questo modo viene garantita la continuità della rappresentanza politica degli elettori anche in assenza fisica della deputata. Parità di genere e rappresentanza democratica Secondo il Parlamento europeo, la misura mira a rafforzare la parità di genere, la rappresentanza democratica e l’equilibrio tra vita professionale e privata. In assenza di questa possibilità, una deputata impossibilitata a partecipare fisicamente alle sedute veniva di fatto privata del diritto di voto. L’impatto era diretto sull’effettività del mandato elettivo e sulla voce dei cittadini rappresentati. Le parole della presidente Metsola La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha fortemente promosso la riforma, ha definito il voto dell’Aula una tappa importante verso “un’istituzione più moderna ed equa”. Ha inoltre sottolineato che nessuna deputata dovrebbe perdere il diritto di voto perché diventa madre. Metsola ha inoltre annunciato che continuerà a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e i parlamenti nazionali per garantire una ratifica rapida della modifica dell’Atto elettorale. E ciò per rendere operative le nuove regole nel più breve tempo possibile. Il ruolo del relatore López Aguilar Sulla stessa linea il relatore della riforma, l’eurodeputato Juan Fernando López Aguilar, che ha parlato di un voto storico capace di avvicinare in modo decisivo le istituzioni europee a una reale inclusività. López Aguilar ha evidenziato come il Parlamento abbia accolto le aggiunte del Consiglio in materia di trasparenza, responsabilità e integrità del voto. Ha anche ribadito che si tratta di una modifica pratica finalizzata a tutelare la natura personale del mandato senza costringere le rappresentanti elette a scegliere tra il proprio ruolo politico e la maternità. Il percorso legislativo e le prossime tappe La riforma dell’Atto elettorale dell’UE si inserisce in un percorso avviato dal Parlamento già nel novembre 2025 e condiviso dal Consiglio nel marzo 2026, quando è stata concordata la necessità di aggiornare la normativa elettorale europea. Il testo approvato dall’Eurocamera dovrà ora essere adottato formalmente dal Consiglio. Poi ratificato da tutti gli Stati membri dell’Unione europea, secondo i rispettivi requisiti costituzionali, prima di poter entrare pienamente in vigore. Un cambiamento rilevante nel panorama europeo A livello comparato, la decisione rappresenta un cambio di visione, considerando che attualmente solo i parlamenti di Spagna, Grecia e Lussemburgo prevedono in modo esplicito il voto per delega in caso di maternità. Con questa riforma l’UE compie un passo concreto verso istituzioni più inclusive, riconoscendo che la piena rappresentanza democratica passa anche dalla capacità di adattare le regole alle esigenze reali della vita. Ma anche di rendere la partecipazione politica compatibile con le responsabilità genitoriali.