Sicurezza sociale UE, nuove regole per lavoratori mobili e maggiori tutele

Sicurezza sociale UE, nuove regole per lavoratori mobili e maggiori tutele

Il Parlamento UE ha approvato nuove norme sul coordinamento della sicurezza sociale, garantendo accesso equo e maggiore protezione per i lavoratori mobili nell’UE. 

Il Parlamento Europeo ha dato ok a nuove regole che modificano il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale entro l’UE.

Le modifiche semplificano l’accesso alla sicurezza sociale per i cittadini europei che vivono o lavorano in uno Stato membro diverso dal proprio.

Si intende garantire maggiore equità e una più efficace cooperazione tra gli Stati membri per contrastare frodi e abusi, come le società fittizie (letterbox companies).

Indennità di disoccupazione, chiarimenti e portabilità

Chiarimenti sul calcolo dei periodi di lavoro subordinato, autonomo o di copertura assicurativa maturati in diversi Stati membri ai fini del diritto all’indennità di disoccupazione.

Novità è la portabilità dell’indennità: chi si trasferisce in un altro Stato membro per cercare lavoro potrà percepire l’indennità di disoccupazione per 6 mesi dal Paese di provenienza, con possibilità di proroga fino all’esaurimento del diritto.

Per i lavoratori frontalieri viene specificato quale Stato membro è responsabile del pagamento dell’indennità.

Se un lavoratore frontaliero ha lavorato, svolto attività autonoma e/o è stato assicurato ininterrottamente per almeno 22 settimane in uno Stato membro diverso da quello di residenza, sarà il Paese di occupazione a versare le prestazioni.

Prestazioni per l’assistenza a lungo termine e familiari

Introdotta una nuova definizione di assistenza a lungo termine e un elenco delle relative prestazioni.

Chiarita la distinzione tra le prestazioni familiari in denaro, volte a compensare la perdita di reddito per i genitori che riducono l’attività lavorativa per accudire i figli, e altre prestazioni familiari.

Si intende promuovere una più equa condivisione delle responsabilità genitoriali e rimuovere i disincentivi economici.

Lavoratori distaccati e lotta alle frodi

Per i lavoratori subordinati o autonomi distaccati all’estero per un massimo di 24 mesi, la copertura assicurativa resta nel Paese di origine.

Per contrastare frodi ed errori, tali lavoratori dovranno essere stati iscritti al sistema di sicurezza sociale del Paese d’origine per almeno 3 mesi prima del distacco.

Introdotto un sistema obbligatorio di notifica preventiva per le attività svolte in un altro Stato membro, con eccezioni per viaggi di lavoro e distacchi di breve durata.

Lavorare in più Stati membri e cittadini inattivi

Per i lavoratori che operano in due o più Stati membri, chiariti i criteri per determinare la “sede legale o sede dell’attività” del datore di lavoro o dell’impresa, stabilendo quale legislazione nazionale in materia di sicurezza sociale operi.

Tra i criteri figurano i luoghi:

  • in cui vengono assunte le decisioni essenziali,
  • in cui viene generato il fatturato,
  • ovesi tengono le assemblee generali.

In linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE, i cittadini dell’Unione che non lavorano né cercano attivamente un impiego dovranno rispettare l’obbligo di contribuire a un regime di assicurazione malattia.

Quote e contesto

Gabriele Bischoff (S&D, Germania), relatrice, evidenzia che le nuove regole saranno più chiare e rafforzeranno la cooperazione tra le istituzioni di sicurezza sociale.

Evidenzia l’introduzione di una definizione europea di assistenza a lungo termine e la semplificazione delle prestazioni familiari transfrontaliere.

Per la Commissione UE circa 16 milioni di europei vivono o lavorano in un altro paese UE.