Smart Road Dal territorio Bressana Bottarone, ponte chiuso da sei mesi: stanziati 430mila euro per una passerella ciclopedonale. La situazione Marco Gramigni 27 October 2026 Citizen Nord-Ovest Da sei mesi il ponte sul torrente Coppa è chiuso a Bressana Bottarone, in provincia di Pavia, dividendo il paese e creando disagi a residenti e commercianti. Il Comune ha stanziato 430mila euro per una passerella ciclopedonale, con lavori previsti nel 2027, ma restano incerti i tempi e i costi del nuovo ponte Sei mesi. Non sei giorni, non sei settimane: sei mesi che a Bressana Bottarone, piccolo centro in provincia di Pavia, il ponte sul torrente Coppa resta chiuso. E la gente, va detto senza troppi giri di parole, ne ha abbastanza. Il problema è semplice da raccontare ma durissimo da vivere: il paese è tagliato letteralmente a metà. Chi ha l’auto si arrangia con deviazioni scomode. Chi non ce l’ha — anziani, ragazzini, famiglie senza mezzi — si ritrova a percorrere a piedi oltre un chilometro e mezzo su una strada trafficata, senza nemmeno un marciapiede a fare da scudo. Un azzardo quotidiano, altro che dettaglio. “Il tessuto economico è in sofferenza” Il sindaco Valentino Milanesi non la manda a dire. Parla di ferite aperte, di un paese che sanguina pian piano: “Non possiamo nascondere le ferite che la chiusura sta infliggendo alla nostra comunità. Il tessuto economico è in sofferenza: i nostri commercianti vedono calare il proprio fatturato, mentre il centro perde vitalità”. Negozi con meno clienti, vie meno vive, un centro che si spegne un po’ alla volta. Chi ci abita lo racconta ogni giorno. Dall’opposizione: “A rischio imminente di collasso” Pure chi siede sui banchi opposti al sindaco, stavolta, non ha remore a confermare la gravità della faccenda. La lista “Bressana riparte” — il gruppo di minoranza in consiglio comunale — mette i puntini sulle i: “La struttura è compromessa in modo irreversibile ed è a rischio imminente di collasso. Voltarsi dall’altra parte avrebbe significato giocare con la vita dei cittadini”. Parole pesanti. Ma utili a capire una cosa: la chiusura non è un capriccio burocratico. Sotto quel ponte, infatti, ci passano acquedotto, fognatura, elettricità e fibra ottica — insomma tutto ciò che tiene in piedi i servizi essenziali non solo di Bressana, ma anche dei paesi limitrofi. Se crolla il ponte, crolla tutto il sistema. Lo dice chiaro il primo cittadino: “Se la struttura cede, l’intero sistema si blocca, lasciando al buio e senza servizi Bressana e i comuni vicini”. Il comitato cittadino scende in campo Bressana Bottarone, ponte chiuso da sei mesi: stanziati 430mila euro per una passerella ciclopedonale. La situazione LEGGI ANCHE Genova, troppe auto ibride in città: il Comune fa marcia indietro sui parcheggi gratuiti E qui entra in scena chi la pazienza l’ha persa per davvero: il comitato di cittadini nato proprio attorno a questa vicenda. Portavoce è Giovanni Latiano, che ha organizzato una serata pubblica aperta a tutti per fare luce su tre domande che, francamente, sembrano anche abbastanza legittime: Quanti soldi sono stati stanziati, di preciso? Che progetto verrà realizzato? Il ponte di chi è, in termini di proprietà e responsabilità? Il comitato non fa sconti: “Collaboriamo per un nuovo ponte, ma a questo punto per ottenerlo, si può solo nominare un commissario”. Tradotto: la fiducia nelle tempistiche istituzionali è ai minimi storici, e si chiede l’intervento di una figura esterna — un commissario, appunto — che sblocchi la situazione dall’alto. La soluzione-tampone: una passerella ciclopedonale Nel frattempo, visto che sul ponte vero e proprio non c’è nessuna certezza — né sui tempi, né sui fondi — il Comune ha deciso di muoversi su un altro fronte. L’idea è costruire una passerella per pedoni e biciclette accanto al ponte attuale, capace pure di reggere i sottoservizi (acqua, corrente, fibra). Per quest’opera sono già stati messi sul piatto 430mila euro, con lavori che dovrebbero partire l’anno prossimo. Milanesi la difende come una mossa intelligente, non uno spreco di denaro pubblico: “La passerella definitiva non sarebbe una spesa inutile: ridurrà strutturalmente i costi e l’ingombro del futuro ponte”. E aggiunge un concetto che, a conti fatti, pesa parecchio: restare fermi ad aspettare, senza muovere un dito, significherebbe lasciare la gente esposta a tutti questi rischi per un tempo che nessuno sa quantificare. Alla fine dei conti Resta un buco nero su una cosa fondamentale: quando tornerà il ponte vero, quello per le auto? Nessuno lo sa. Né i tempi, né chi pagherà il conto finale sono chiari a oggi. La passerella è un rimedio, utile per carità, ma non chiude la ferita. Bressana Bottarone, intanto, continua a vivere divisa in due — e la pazienza, quella, si assottiglia giorno dopo giorno.