Genova, scontro in Consiglio comunale sulla sicurezza: la minoranza chiede più presidi. La sindaca Salis: Polizia Locale fa più delle sue mansioni

Genova, scontro in Consiglio comunale sulla sicurezza: la minoranza chiede più presidi. La sindaca Salis: Polizia Locale fa più delle sue mansioni

Il tema sicurezza divide il Consiglio comunale di Genova, la minoranza chiede di aumentare i presidi ma la sindaca Silvia Salis replica che la Polizia Locale fa già il massimo. E lamenta la mancanza di protocolli per il rimpatrio

La sicurezza è probabilmente il tema che maggiormente sta tenendo banco a Genova in queste settimane. Proprio nel giorno in cui si sono tenuti i funerali di Paolo Alberto Signor, il senzatetto ucciso da uno straniero irregolare sul territorio italiano e nel quale una turista di 14 anni è stata aggredita in zona Darsena, il Consiglio comunale si è spaccato sul tema di una città più sicura. La necessità è avvertita da tutti, anche perché sono più di uno gli episodi di aggressione avvenuti negli ultimi giorni.

Così che i gruppi di minoranza, capitanati in questo caso dai consiglieri di Fratelli d’Italia, hanno presentato un Ordine del giorno straordinario con oggetto “Situazione sicurezza della città di Genova”. All’interno del testo, i proponenti chiedevano alla maggioranza di impegnarsi

A rafforzare la presenza della Polizia Locale nei quartieri maggiormente esposti, garantendo turnazioni adeguate e un presidio costante del territorio; predisporre un piano straordinario di intervento sulla sicurezza urbana, con azioni mirate nelle aree che presentano maggiori criticità; migliorare il coordinamento con Municipi, comitati e associazioni, assicurando un canale stabile di ascolto e risposta alle segnalazioni dei cittadini, anche per il tramite degli osservatori municipali; potenziare i sistemi di videosorveglianza, valutando l’installazione di nuove telecamere e il ripristino di quelle non funzionanti; presentare al Consiglio Comunale, entro 30 giorni, una relazione dettagliata sulle misure adottate e sui risultati ottenuti; promuovere iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione ai quartieri più vulnerabili; valutare un eventuale rafforzamento dell’assetto amministrativo relativo alle politiche di sicurezza, qualora le criticità evidenziate dovessero persistere, al fine di garantire la massima efficacia dell’azione dell’Amministrazione

Richieste numerose, che vanno dagli investimenti sulla videosorveglianza al rafforzamento dell’impiego della Polizia Locale nelle zone più sensibili. Un progetto che in realtà è di difficile attuazione secondo la maggioranza, che ha respinto con 21 voti contrari (15 i favorevoli della minoranza) l’Ordine del giorno sulla sicurezza. I motivi l’ha spiegati la sindaca Silvia Salis, intervenuta per esprimere parere contrario sulle richieste dei consiglieri. Partendo intanto col dire che la Polizia Locale fa già molto più di quel che potrebbe, a partire dalle nuove operazioni “Largo Raggio”. Le mancanze di organico, però, riguardano anche la Polizia di Stato:

Il lavoro sul centro storico e su tutti i luoghi sensibili di Genova nel primo anno di mandato ha impegnato fortemente la nostra Polizia Locale e voglio ringraziare le donne e gli uomini del comando che stanno andando ogni giorno oltre i loro compiti e ogni giorno fanno uno sforzo immenso per colmare le lacune che ci sono in questo Paese. Questa china va avanti da molto tempo. La Polizia ha 102 mila unità di dotazione previste, ma nella realtà sono in 92 mila: significa che la Polizia lavora ogni giorno con 10 mila agenti in meno. Sono quattro anni che il centrodestra è al governo, c’era il tempo per fare dei concorsi

Sicurezza Genova, Silvia Salis alla minoranza: “Non fate gli avvoltoi. Il problema è endemico in tutta Italia”

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La sindaca di Genova dunque, come già fatto in altre occasioni, rimette il problema al Governo. Sottolineando che la Polizia Locale e anche quella di Stato compiono il loro dovere. Ma ciò che manca, per esempio, sono i protocolli di rimpatrio, che per esempio avrebbero potuto evitare che l’assassino di Paolo Alberto Signor fosse ancora sul territorio genovese. Dice Silvia Salis:

A Genova sono 35 gli irregolari fermati da inizio anno dalla Polizia Locale e portati in Questura: risultano zero rimpatri. Vuol dire che i nostri agenti fanno le operazioni e, qualche giorno dopo, si trovano nuovamente davanti queste persone. Non ci sono protocolli di rimpatrio, la Questura lavora sopra le sue forze, l’ufficio Immigrazione lavora ogni giorno al di sopra delle sue forze, i sindacati di Polizia sono allibiti da questa situazione e lo denunciano continuamente

La sindaca poi chiede alla minoranza di non “fare gli avvoltoi” sul tema della sicurezza. Cioè di non scaricare sul Comune di Genova un problema che è di tutta Italia. Sull’espressione si è generato uno scontro il aula, visto che non è stata gradita dalla minoranza. La prima cittadina genovese poi ha concluso:

Questa è la situazione della sicurezza in Italia, questi sono numeri reali, la realtà con la quale la Polizia Locale ha a che fare ogni giorno. Credo che un comportamento serio da parte di tutta la politica di questa città sia di chiedere risorse al governo, chiedere attenzione per una città che vive una complessità legata al suo porto e a una conformazione unica in Italia. Chiediamo che non sia la Polizia Locale a dover fare ogni giorno un lavoro che va oltre le sue mansioni. Questa amministrazione continuerà a fare tutto il possibile per richiamare attenzione su questo tema e per utilizzare tutti i mezzi che abbiamo per rendere questa città più sicura, senza fare propaganda