Tech Legal AI Act, l'Italia definisce le autorità nazionali: nuove regole su vigilanza, sandbox e formazione Laura Biarella 12 June 2026 AI Italia UE AI Act, il Consiglio dei Ministri n. 177 del 10 giugno 2026 ha approvato in via preliminare il decreto legislativo che individua AgID e ACN come autorità nazionali per l’intelligenza artificiale e attua il Regolamento (UE) 2024/1689. Il provvedimento istituisce lo Spazio di sperimentazione italiano per l’IA, definisce il regime sanzionatorio e introduce obblighi formativi su IA in scuola, università, professioni, lavoro e pubblica amministrazione. Tra i due schemi di decreto legislativo approvati dal Governo nell’ambito dell’attuazione della legge 23 settembre 2025, n. 132, quello dedicato ai poteri delle autorità nazionali e all’uso dell’intelligenza artificiale nella formazione delinea l’architettura istituzionale italiana per la governance dell’AI Act, individuando soggetti competenti, strumenti di vigilanza e percorsi di alfabetizzazione trasversali a scuola, lavoro, sanità e professioni. AgID e ACN al centro della governance nazionale Il decreto attribuisce all’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) il ruolo di autorità nazionale di notifica, responsabile della valutazione e designazione degli organismi di valutazione della conformità. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) diventa invece la principale autorità di vigilanza del mercato sui sistemi di IA, oltre a fungere da punto di contatto unico verso la Commissione europea. Completano il quadro Banca d’Italia, CONSOB e IVASS per i rispettivi ambiti finanziari, assicurativi e di intermediazione mobiliare, e il Garante per la protezione dei dati personali per i profili di trattamento dei dati. Un Comitato di coordinamento istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri assicura la collaborazione tra le diverse autorità e con le amministrazioni competenti. Lo Spazio di sperimentazione italiano per l’IA Una delle novità più rilevanti è l’istituzione dello Spazio di sperimentazione italiano per l’IA, gestito congiuntamente da AgID e ACN sotto la vigilanza diretta delle Autorità nazionali. Lo spazio è concepito come ambiente controllato in cui imprese, in particolare PMI e start-up, possono sviluppare, addestrare e validare sistemi di intelligenza artificiale, beneficiando di un percorso facilitato di accesso al mercato europeo. La gestione operativa è affidata a un Gruppo operativo paritetico tra le due Agenzie, che si occupa di monitoraggio, verifica di compliance e selezione dei progetti ammessi. Il sistema sanzionatorio Il decreto definisce un articolato sistema sanzionatorio, calibrato sulla gravità delle violazioni del Regolamento IA. Per la violazione del divieto delle pratiche vietate dall’articolo 5 dell’AI Act, la sanzione può raggiungere i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo, se superiore. Sanzioni decrescenti, fino a un milione di euro o lo 0,5% del fatturato, sono previste per violazioni meno gravi, come quelle relative agli obblighi di trasparenza. Per le piccole e medie imprese e le start-up innovative, gli importi sono calcolati secondo criteri agevolati, e le persone fisiche beneficiano di una riduzione del 50% dei limiti edittali. È inoltre prevista la possibilità di adottare misure non pecuniarie, come ordini di cessazione dell’infrazione, per le violazioni meno offensive. Formazione obbligatoria in scuola, università e professioni Il provvedimento dedica un intero capo alla formazione sull’intelligenza artificiale. Le istituzioni scolastiche dovranno promuovere, fin dal primo ciclo di istruzione, attività formative sull’IA nell’ambito dell’educazione civica e della cittadinanza digitale, con un aggiornamento delle Indicazioni nazionali e delle linee guida STEAM. È previsto inoltre un piano da 100 milioni di euro, a valere sul Programma nazionale “Scuola e Competenze 2021-2027”, per fronteggiare l’emergenza educativa legata all’uso dei social media e dell’IA tra gli studenti. Per le professioni regolamentate, gli ordini professionali dovranno integrare nei percorsi di formazione continua moduli su profili tecnici, giuridici e deontologici legati all’uso dell’IA, con un monte ore minimo da definire entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto. Analoghi obblighi sono previsti per la formazione continua in medicina (ECM) e per il personale dell’amministrazione della giustizia, con percorsi differenziati per magistrati e altro personale, curati rispettivamente dalla Scuola superiore della magistratura e dal Ministero della giustizia. LEGGI ANCHE IA e sicurezza: via libera ai decreti su polizia e riconoscimento biometrico, ecco cosa cambia Tutele per i lavoratori e segreto industriale Il decreto introduce importanti garanzie per i lavoratori: le decisioni che riguardano costituzione, modifica o cessazione del rapporto di lavoro, inclusi i provvedimenti disciplinari, non potranno basarsi unicamente su sistemi di IA, e la decisione finale dovrà sempre essere riservata a una persona fisica. Il licenziamento adottato in violazione di tale principio è dichiarato nullo. Viene inoltre modificato il codice della proprietà industriale per includere tra le informazioni aziendali tutelabili come segreto commerciale anche i dati, gli algoritmi e i metodi matematici utilizzati per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. LEGGI ANCHE Intelligenza artificiale e attività di polizia: il nuovo decreto legislativo attuativo dell’AI Act